I poliziotti della Squadra Mobile di Canosa di Puglia hanno arrestato Matteo Di Nunno, pregiudicato canosino classe ‘40, ritenuto responsabile dell’omicidio di Giuseppe Caracciolo, 48enne ucciso nella tarda mattinata di sabato in Piazza della Repubblica a Canosa di Puglia da due colpi di arma da fuoco al cuore.

La vittima è stata raggiunta in pieno centro mentre era alla guida della sua autovettura. Dopo l’agguato, nel disperato tentativo di sottrarsi al suo aggressore, Caracciolo ha inserito la retromarcia andando però ad impattare un’altra autovettura in transito prima di allontanarsi dal luogo a bordo di una Golf. Arrivato in gravi condizioni all’ospedale, Caracciolo è morto dopo poche ore a causa delle ferite riportate.

Grazie alle testimonianze dei passanti e all’acquisizione dei video dei sistemi di sorveglianza della zona, i poliziotti hanno subito individuato Di Nunno, rintracciato nella propria abitazione mentre tentava di far perdere le proprie tracce.

Bloccato mentre caricava sul proprio autocarro delle buste contenenti indumenti, nel soggiorno era già pronta una valigia. Il fermato, dopo aver ammesso le proprie responsabilità, ha spiegato di aver voluto vendicare l’aggressione da lui subita il 14 luglio scorso quando la vittima, in compagnia di un altro pregiudicato del posto, l’aveva percosso procurandogli svariate lesioni personali.

Fatti questi non denunciati, probabilmente a causa della voglia di farsi giustizia da sé. L’arma utilizzata per il delitto nascosta sul lastrico solare dell’abitazione del figlio del Di Nunno è stata recuperata con ancora un colpo in canna.

Il colpevole, nel tentativo di far sparire le prove del delitto, si è liberato infatti dell’arma consegnandola al figlio, arrestato insieme al padre. A renderlo noto è l’Ufficio Stampa della Polizia di Stato.

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