“Quello che è accaduto al Gipsyland è l’esempio lampante di ciò che siamo e di quello che meritiamo. Un’unica entrata per 5mila persone che è stata presa d’assalto. Non si può e non si deve rimanere in silenzio davanti ad esempi diseducativi come questi”.

Inizia così lo sfogo su Facebook di Davide che, come tanti giovani, ha deciso di recarsi ad uno degli eventi più attesi dell’estate pugliese, organizzato a Cisternino, in provincia di Brindisi.

L’entusiasmo e la voglia di divertirsi si sono scontrati però con un’organizzazione non all’altezza e il mancato rispetto dei protocolli di sicurezza. Pur essendo all’aperto, si sono creati diversi assembramenti all’ingresso con diversi giovani che hanno sostato per diversi minuti senza mascherina, a pochi centimetri di distanza.

“Tutto questo ha contraddistinto un evento, anche carino dal punto di vista strutturale, ma che ha presentato lacune organizzative, irremissibili in questo momento storico, tra cui mancanza totale di termoscanner, mancanza di controlli su mascherine e distanziamento sociale – continua -. A questo aggiungiamo un pessimo spirito civico di alcuni cittadini (per fortuna pochi), che nel loro piccolo esempio di vita continuano non comprendere la gravità della situazione a cui, purtroppo, per svariati motivi stiamo riandando incontro”.

“La situazione irrisolta che ancora oggi ci ritroviamo a combattere non può rimanere nell’ombra di chi agli interessi collettivi antepone i propri, soprattutto in termini di salute – conclude -. Non è nella mia natura essere giustizialista a prescindere, ma quello che voglio trasmettere, è il messaggio di un cittadino che non vuole rimanere in silenzio”.

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