Un detenuto Italiano di 30 anni con problemi di natura psichiatrica è andato in escandescenza dando fuoco ai suppellettili della propria cella, il fatto è successo nella giornata dell’8 luglio. A darne notizia è il Segretario Generale del Si.P.Pe. Sindacato Polizia Penitenziaria, Carmine Olanda, che da anni denuncia le criticità dei penitenziari e soprattutto la gestione dei detenuti che manifestano problemi di natura psichiatrica.

“Purtroppo, la Polizia Penitenziaria – commenta Olanda – oltre che un solo agente, deve gestire un numero sproporzionato di detenuti in una sezione detentiva, deve anche gestire i detenuti che manifestano di avere problemi di natura psichiatrica. Il fuoco appiccato dal detenuto psichiatrico ha provocato un intenso fumo nero che si è sparso in tutta la sezione detentiva dove erano ristretti altri detenuti”.

“Poteva succedere il peggio – aggiunge – perché alcuni detenuti hanno cominciato ad urlare e a protestare perché sentitisi intossicati dal fumo intenso. Grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria che con grande professionalità sono intervenuti con le maschere antigas, riuscendo a ripristinare l’ordine e la sicurezza della sezione.
Il detenuto incriminato è rimasto illeso, è stato bloccato e messo in sicurezza senza riportare nessun danno alla sua persona. L’operazione si è conclusa con l’intossicazione di otto Agenti a cui è stato necessario ricorrere alla cure del Pronto Soccorso. Fortunatamente niente di grave”.

“Come sindacato – conclude Olanda – riteniamo che i detenuti che manifestano di avere problemi di natura psichiatrica, devono essere gestiti in luoghi adatti e diversi dal carcere comune e soprattutto gestiti da personale formato e specializzato per questo di detenuti.
Auspichiamo che il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, non si limiti solo a fare il suo semplice sorrisino, gli Agenti di Polizia Penitenziari devono avere più Tutela e di conseguenza più Autorità d’ intervento, cosa che oggi questo Ministro e questo Governo non sta minimamente preoccupandosi a fare”.

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