“Mi assumo la colpa di non aver avuto il coraggio di dire a don Matteo di interrompere il momento di preghiera. Non me la sono sentita, ma mi rendo conto, col senno di poi, di aver sbagliato. Ma avrei voluto interromperlo. Questa è la mia colpa e me la prendo. Scusate tutti”. Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis, recita il mea culpa, ieri sera in piazza si è celebrata la messa per il venerdì Santo, nella chiesa dell’Addolorata. Fuori, sul sagrato, circa 200 persone. Tutt’altra cosa rispetta a quanto successo a Roma, con Papa Francesco da solo.

Quanto successo è stato immediatamente ripreso dai cellulari di tanti cittadini rispettosi delle misure anti contagio, offesi, traditi dalle istituzioni che invece avrebbero dovuto dare il buon esempio, ancor di più nel giorno in cui il Premier, Giuseppe Conte, ha prorogato il lockdown fino al 3 maggio. La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto nel paese definito a più riprese la “Codogno pugliese

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