scontrino

Due birre e due frise pagate 44 euro. Un conto salato per due ospiti del lido Togo Bay Beach a Porto Cesareo. Lo scontrino, pubblicato su Facebook, ha scatenato molte polemiche sui social. Alcuni si sono chiesti quali fossero le dimensioni del piatto e se il listino prezzi fosse ben visibile ai clienti.

Per questo motivo abbiamo intervistato il titolare dello stabilimento balneare nel Salento, Ilario D’Amato.

“La spiaggia – spiega D’Amato – ha listini prezzo ovunque. All’entrata, al bar e nelle zone in cui si può mangiare, oltre ai costi di lettini, ombrelloni e capanne, ci sono i menù dove è scritto tutto in italiano e in inglese. Difficile dunque non sapere i costi dei nostri piatti”.

Nei vari commenti c’è anche la foto del presunto piatto: una frisa con tonno, pomodorini e stracciatella. Ma da quanto siamo riusciti ad apprendere dal gestore, il piatto ordinato dal cliente era ben diverso. “Era una frisa Senatore Cappelli con tartare di gamberi di Gallipoli, pinoli e stracciatella. Di base – precisa – costa 14 euro, ma se si sceglie di essere serviti dai nostri camerieri mentre si continua a prendere il sole, evitando quindi la fila al bar, c’è un sovrapprezzo di 2 euro, contando il fatto che i nostri ragazzi fanno 100 metri al caldo e tra la sabbia per accontentare i clienti”. Stando a quanto scritto nel menù, se il cliente avesse scelto davvero la frisa indicata su Facebook, avrebbe pagato sui 7 euro.

Stessa cosa per la birra. “Come da listino la birra costa 4 euro, se servita nella boule di ghiaccio c’è un rincaro di 2 euro. Tutto questo è scritto nei menù, quindi il cliente, ospite quel giorno di alcuni habitué della nostra spiaggia, sapeva quanto avrebbe pagato. Per questo – conclude D’Amato – non capiamo il motivo della scelta di pubblicare lo scontrino per alzare questo polverone”.

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