Martino Scialpi non ha retto. Dopo 38 anni passati a lottare contro il Coni e più in generale contro il sistema che non ha mai voluto pagargli il 13 al Totocalcio, fatto il primo novembre del 1981, è stato stroncato da un infarto nella notte.

Aveva 68 anni. Si trovava nella sua abitazione a Torre Santa Susanna, nel brindisino, in compagnia della sua inseparabile compagna. La morte di Scialpi è giunta forse nel momento giudiziario più favorevole.

Poche settimane fa avevamo rilanciato il suo appello di giustizia, convinti dalle miriadi di carte che portava sempre con sé che aveva il diritto di incassare quei soldi. Martino, che ci aveva eletti a suoi comunicatori di fiducia, ha lottato fino alla morte.

Adesso di aprono diversi scenari possibili, ma è presto per dire cosa succederà. “Ormai era diventato uno di famiglia – dice il suo avvocato, Guglielmo Boccia – sono ancora molto confuso, ma l’intenzione di massima è quella di portare avanti la sua battaglia”.

Esempio di determinazione e capacità di resistenza all’ingiustizia, Martino Scialpi merita la ribalta nazionale che i colleghi finora gli avevano negato dopo essersi appassionati alla vicenda in un primo momento. Addio Martino, resterai per sempre nei nostri cuori.

I funerali si svolgeranno l’8 giugno, alle 10, nella chissà di San Michele, a Martina Franca.

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