Sistema fuori dal reparto la targa con la qualifica di direttore dell’Unità Operativa di Oncologia, ma in quel momento è solo il facente funzioni perché il concorso per la selezione del nuovo primario non era ancora stato espletato. La plateale leggerezza di Maurizio Di Bisceglie – non certo da quattro soldi – trova un epilogo curioso e imbarazzante al tempo stesso.

Di Bisceglie è stato bocciato dalla commissione nazionale che gli Ospedali Riuniti di Foggia ha nominato per espletare il concorso. Di Biscegie, che evidentemente aveva fretta di acquisire il ruolo, stampato sulla targa prematura, è risultato quarto nella graduatoria dei titoli anche prima del “disastro” alla prova orale.

Tanto imbarazzo – dicevamo – ma anche un fatto particolarmente curioso. La commissione ha infatti bocciato anche gli altri tre aspiranti a quel posto. Non idonei Michele Guida e Francesco Giuliani, il primo già direttore di unità operativa semplice all’Oncologico di Bari; l’altro con  l’idoneità per fare il primario già nel curriculum. Stesso esito per il professore universitario Matteo Landriscina.

Non solo la targa è risultata inopportuna. Di Bisceglie, essendo stato giudicato inidoneo, non può essere al momento neppure il facente funzioni. Di conseguenza l’Oncologia è stata accorpata alla Radioterapia. Risulta quantomeno curioso che tutti e quattro i navigati professionisti, con esperienza in materia, non abbiano raggiunto il punteggio minimo di 21, essendo stati incapaci di rispondere adeguatamente alle sette domande poste dalla commissione.

L’incarico quinquennale verrà rimesso a concorso a stretto giro, sempre che si riescano a trovare candidati idonei e dopo aver sorteggiato i membri della commissione dall’apposito albo ministeriale.

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