“Le dichiarazioni del Ministro Bussetti sono inaccettabili, oltre che insultanti nei confronti di un’intera categoria, quella dei lavoratori della scuola e in particolare dei lavoratori del sistema scuola meridionale. Quanto sostenuto da Bussetti è un misto di luoghi comuni triti e ritriti in politica sui ‘terroni’ sfaticati e fannulloni che ormai non fanno neanche più ridere, sicuramente non degni di un Ministro dell’Istruzione della Repubblica”. Va giù duro Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, l’affermazione di Bussetti per cui al sud nn servono più soldi, ma maggiore impegno delle persone, non sono passate sotto silenzio.

“Al Sud – ribatte Verga – servono investimenti e risorse, al contrario di quanto dice il Ministro. Proprio la carenza di risorse ha causato un clamoroso e confermato deficit di centinaia di unità negli organici scolastici pugliesi, che mette ogni anno a repentaglio il regolare svolgimento dell’anno scolastico, finora garantito proprio grazie all’impegno e al sacrificio ‘forte’ dei lavoratori e dei precari, oltre all’offerta formativa e la lotta alla dispersione scolastica, piaga in continua evoluzione in Puglia e nel Mezzogiorno in generale”.

“Sono purtroppo gli effetti di ciò che la Uil denuncia da tempo rispetto all’autonomia differenziata – aggiunge – che sta passando fin troppo in sordina. Forse il Ministro non si è accorto delle migliaia di lavoratori della scuola che oggi si sono spostati dalle regioni del Sud per manifestare contro la legge di bilancio che, come noto, non prevede risorse per il rinnovo del contratto. I lavoratori della scuola, sia del meridionali che settentrionali, sono i più sottopagati d’Europa”.

“Bussetti la smetta di parlare per slogan e studi – conclude – studi i numeri, la matematica che continua a penalizzare la scuola meridionale. E ponga rimedio, facendosi valere in quello che avevano annunciato come Governo del cambiamento. Riteniamo, a questo punto, che ci sono gli estremi per le dimissioni del Ministro e del suo Sottosegretario Salvatore Giuliano, il quale, da meridionale e da pugliese, preferisce assistere inerme all’umiliazione pubblica della ‘sua’ scuola piuttosto che contraddire la linea del Governo, proprio come un politicante di lungo corso”.

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