Sarà una perizia psichiatrica a stabilire lo stato di salute mentale del fidanzato omicida al momento in cui ha ucciso la sedicenne Noemi Durini. L’accertamento medico verrà effettuato il 3 novembre e i risultati, consegnati entro 90 giorni, saranno determinanti per stabilire il futuro del diciassettenne di Alessano, reo confesso dell’omicidio della fidanzata di Specchia. L’adolescente è stata uccisa il 3 settembre e ritrovata morta grazie alle indicazioni dello stesso ragazzo il 13 settembre, in una campagna nei pressi di Santa Maria di Leuca.

La gip del tribunale dei minori Ada Colluto ha accolto la sollecitazione degli avvocati difensori del giovane, Luigi Rella e Paolo Pepe, affinché venga sottoposto ad accertamenti psichiatrici che ne valutino la capacità di intendere e di volere, che sarà riferita sia allo stato attuale, sia al momento in cui il giovane ha commesso il delitto. Nel corso dell’ultimo anno è stato già sottoposto a tre tso (trattamenti sanitari obbligatori), a causa di evidenti disturbi comportamentali.

Alla perizia prenderanno parte anche i consulenti di parte: Oronzo Greco per l’indagato; Massimo Picozzi per il padre di Noemi, Umberto Durini; Roberto Catanesi e Ignazio Grattagliano per la madre e la sorella della vittima, Imma Rizzo e Benedetta Durini. Gli esiti della perizia psichiatrica saranno essenziali innanzitutto per capire se il ragazzo può restare in carcere, e poi per valutare l’eventuale richiesta di pena in un eventuale processo, considerato che l’incapacità di intendere e di volere (parziale o totale che sia) risulta come attenuante nel conteggio della pena.

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