Riprendono i lavori in Via Alvarez,a Trani, e riparte la querelle tra la Soprintendenza competente e la società di telefonia mobile. Il cantiere riparte, infatti, nonostante un provvedimento di “diniego costruttivo”, visto che per la normativa vigente, citata dall’ente pubblico preposto alla tutela del Paesaggio e dei Beni Culturali, l’installazione di un’antenna fronte al Castello Svevo voluto da Federico II di Svevia, a pochi metri di distanza dalla Cattedrale di Trani e dal Tribunale, “viola i vincoli del territorio”.

Il lastrico solare, ricordiamo, è di un edificio di proprietà privata. La cosa che fa scalpore in questa vicenda è che la società di Telefonia Mobile non solo riconosce e cita la presenza del provvedimento su cui pende il ricorso a TAR Puglia, il procedimento n.672/2017, ma comunica al Comune la ripresa dei Lavori, nonostante il TAR Puglia non si sia ancora espresso.

Nella comunicazione di “Ripresa Lavori” notificata al comune, la società ha riscontrato il “diniego costruttivo” della Soprintendenza, ma, scrive, “non ha fatto seguito alcun provvedimento dell’Ente Comunale”.

I lavori, dunque, continuano a generare forti preoccupazioni tra gli abitanti della zona, che hanno da tempo alzato le barricate ed espresso il proprio disappunto contro la decisione di installare l’antenna a pochi metri di distanza dalla Cattedrale di Trani, dal Tribunale e precisamente di fronte al Castello Svevo voluto da Federico II di Svevia.

Come mai ad un provvedimento così forte, il diniego costruttivo emesso dalla Soprintendenza, nessuno tra gli organi preposti al controllo del territorio ha provveduto a farlo rispettare? Come mai nessun Dirigente del Comune di Trani ha emesso alcuna notifica di sospensione dei Lavori a seguito del “DINIEGO COSTRUTTIVO”? Cosa pensa il Sindaco del “diniego costruttivo” della Soprintendenza che poco si concilia con l’Ordinanza di Divieto di Sosta e Fermata emesso dall’Ufficio Traffico che autorizza i mezzi per esecuzione dei Lavori in Via Alvarez, 3?

I residenti ora sperano nell’intervento della Procura della Repubblica, per fare chiarezza nel caso in cui qualche impiegato pubblico si fosse comportato come “Ponzio Pilato”, omettendo magari una attività amministrativa obbligatoria a fare rispettare ciò che un Ente Pubblico ha disposto.

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