Appena informata della prosecuzione dell’installazione dell’antenna nell’area di rispetto del Castello Svevo di Trani, la Soprintendenza ha “diffidato alla prosecuzione dei lavori” la società telefonica, evidenziando che a tutt’oggi vige il “diniego costruttivo”, su cui il Tar Puglia non si è ancora espresso.

“Abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità e di nostro dovere, anche grazie anche alla vostra segnalazione – spiegano i funzionari della Soprintendenza – Abbiamo effettuato le nostre verifiche, nonostante la carenza di personale in servizio, ci ha costretto a lavorare ininterrottamente per verificare presso l’Avvocatura dello Stato quale fosse lo situazione del procedimento dinanzi al Tar Puglia”.

Oltre a diffidare la società di telefonia i funzionari dell’ente rilanciano: “Abbiamo segnalato il gravissimo episodio alla Procura della Repubblica, la circostanza che i lavori sono proseguiti nonostante il diniego cotruttivo”.

In una società più civile ed attenta ai problemi del territorio, la ulteriore diffida non sarebbe dovuta nemmeno essere pensata, visto che la società telefonica ha già attivato il contenzioso dinanzi al Tar Puglia, comprendendo la che il diniego costruttivo è un atto amministrativo valido.

Oltre al Tar Puglia, dunque, anche la Procura della Repubblica è stata interessata dela vicenda. Dovrà accertare se il codice penale è stato violato e da chi, ma l’antenna aspetterà ancora se mai sarà installata in quella sede.

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