L’installazione di un’antenna per la telefonia mobile sul lastricato solare di un edificio di proprietà privata, in via Alvarez, a Trani, non sta facendo dormire sonni tranquilli a diversi cittadini. I lavori hanno generato forti preoccupazioni e una mobilitazione di massa. Gli abitanti hanno subito alzato le barricate ed espresso il proprio disappunto contro la decisione di far sosrgere l’antenna a pochi metri di distanza dalla Cattedrale di Trani, dal Tribunale e precisamente di fronte al Castello Svevo voluto da Federico II di Svevia.

È accaduto che da giovedì scorso è stata allertata la Polizia Municipale ed i responsabili dell’ufficio Tecnico, che dopo aver fatto i sopralluoghi del caso, hanno diffidato verbalmente l’impresa a sospendere in via di autotutela i lavori. All’inizio appare quasi una procedura lineare, come spesso accade in questi casi, con l’operatore di telefonia mobile che pagherà ai proprietari dello stabile un canone di affitto di parte dell’area del lastrico solare, e magari, anche nel rispetto delle normative imposte sull’inquinamento elettromagnetico.

Ma tuona forte  la “Comunicazione Urgente” da parte della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie Di Bari-Bat-Fg. L’Ente evidenzia che il progetto dell’antenna non è mai stato assoggettato a valutazione. Il competente ufficio inviò il 18 novembre 2014 solo una nota interlocutoria, che ancora oggi resta in attesa di precisazioni del Comune di Trani, poiché pare non abbia mai risposto.

Stando così le cose, emerge che la Soprintendenza non espresse mai formalmente la propria indispensabile valutazione. A seguito di una segnalazione urgente dell’avvio dei lavori, la Sovrintendenza ha inviato una nota in cui preme sottolineare che il formale parere è indispensabile, in quanto l’intervento ricade in zona A – Centro Storico, lungo il perimetro del vincolo di rispetto ex art. 45 del D.Lgs. 42/2004 del Castello Svevo di Trani, nonché all’interno della fascia tutelata oper legis dei 300 metri dalla battigia marina.

Ora ci si attende che il preposto Ufficio Tecnico emetta un’ordinanza di sospensione, almeno per completare il formale procedimento amministrativo. Da qui il grido d’allarme lanciato dai residenti. “Oggi si parla tanto di tutela della salute e protezione da emissioni di onde elettromagnetiche – denuncia il consigliere comunale Domenico Briguglio – ma proprio in questi giorni qualcuno ha deciso di fare questo bel regalo al Centro Storico ed in particolare al Castello Svevo, coltre che alla Cattedrale di Trani, fiori all’occhiello e meta di migliaia di turisti”.

I residenti non ci stanno. In particolare sembra non abbiano gradito la scelta dei comproprietari dello stabile di accogliere un impianto tecnologico a pochi metri da numerose abitazioni, senza essere stati nemmeno informati preventivamente. In alcuni casi l’impianto sorge in linea d’aria proprio al confine di altre abitazioni e finestre delle stanze nelle quali si trovano stabilmente anche bambini e persone anziane. I residenti si appellano al rispetto delle norme di tutela del territorio ed anche dell’articolo 32 della Costituzione, che salvaguardia la salute del cittadino, non solo come bene individuale, ma anche come bene collettivo, ritenendo che vi siano le ragioni sufficienti per l’applicazione del “Principio di precauzione” e quindi la necessità di chiedere formalmente la sospensione dell’attivazione dell’impianto nonché, in secondo luogo, la delocalizzazione dello stesso.

Si chiede anche l’intervento della massima autorità sanitaria della città, al fine di verificare tutta la procedura che ha portato al rilascio delle relative autorizzazioni e concessioni per l’installazione della stazione ricetrasmittente.

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