Per partecipare all’avviso pubblico bisogna avere la sede amministrativa nel territorio comunale, altrimenti devi spostarla in soli 20 giorni. È lo strano caso del comune di Fasano, in provincia di Brindisi.

Nei giorni scorsi, infatti, è stato pubblicato un avviso per individuare un soggetto che gestisca il “servizio di supporto tecnico e di consulenza specialistica per le attività di progettazione, realizzazione e fornitura di servizi di comunicazione interna ed esterna”. Non un vero e proprio bando di gara, quindi, ma un’indagine di mercato “finalizzata a ricevere manifestazioni d’interesse in modo non vincolante”.

Si tratta in sostanza di trovare qualcuno che gestisca a tutto tondo la comunicazione istituzionale del Comune anche, e soprattutto, dal punto di vista digitale con un occhio di riguardo per i social network. In ballo ci sono circa 36mila euro per 12 mesi.

Ma è il punto 5 dell’avviso a sollevare i dubbi di alcune aziende: “Possono presentare manifestazione d’interesse tutti i soggetti giuridicamente riconosciuti esperti in materia di comunicazione, che risultino accreditati al Mepa e che siano titolari nel territorio comunale di una sede amministrativa e operativa o, in mancanza, che si obblighino all’apertura nel territorio di Fasano entro 20 giorni dall’affidamento”.

Significa che può partecipare solo chi ha la propria sede amministrativa nel territorio di Fasano o si obbliga a spostarla in 20 giorni dall’assegnazione. Termini che sembrano un po’ restrittivi: quale azienda pugliese, o addirittura nazionale, sceglierebbe di partecipare sapendo di dover spostare la propria sede amministrativa? Ma soprattutto sapendo che questa è un’operazione burocraticamente difficile da fare in 20 giorni?

Se l’idea è quella di affidare il progetto esclusivamente a una realtà del territorio, tanto vale scriverlo apertamente, dicono alcune delle imprese che proprio per queste restrizioni hanno rinunciato a manifestare il proprio interesse.

Sentito sulla questione, il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, ammette di “Non aver letto il bando perché si tratta di una questione gestionale” ma spiega che “chi lo ritiene illegittimo può impugnarlo”.

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