Nell’ambito dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza a tutela del mercato e della sicurezza dei prodotti, i finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, coordinati dalla Procura della Repubblica di Lecce, hanno sequestrato 468 bombole di gas per un peso complessivo di 1780 Kg., illecitamente detenute e riempite da due società salentine non autorizzate all’imbottigliamento ed alla relativa vendita. L’attività di servizio, trae origine da un esposto presentato dal rappresentante legale di una società romana che segnalava la commercializzazione di bombole riportanti il proprio marchio da parte di imprese non autorizzate, aventi sede nella provincia di Lecce.

Gli accertamenti avviati dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria su delega della locale Procura della Repubblica, hanno consentito di individuare le due società, entrambe operanti nella distribuzione di G.P.L., e di riscontrare quanto indicato nell’esposto. Sulla scorta delle risultanze investigative così emerse, la Procura della Repubblica di Lecce, nella persona del Sostituto Procuratore Maria Vallefuoco, emetteva appositi decreti di perquisizione e sequestro che venivano eseguiti dai finanzieri della Sezione Tutela Economia del Nucleo di Polizia Tributaria.

L’accesso e le conseguenti ricerche presso le sedi delle aziende così individuate, consentivano di rinvenire 468 bombole della citata società, di cui 133 piene, detenute e commercializzate in assenza di qualsivoglia autorizzazione rilasciata dall’azienda titolare del marchio. Sulle bombole ancora piene, stoccate nel deposito di una delle citate società, risultavano apposti dei sigilli di sicurezza simili a quelli in uso alla società denunciante, all’evidente fine di trarre in inganno il consumatore sulla qualità del prodotto.

L’attività di controllo, eseguita anche con l’intervento di un esperto nominato ausiliario di polizia giudiziaria, ha inoltre posto in evidenza l’estrema pericolosità della condotta posta in essere dalle due società, le quali sottraendo le bombole alla disponibilità dell’azienda che ne era proprietaria, le hanno di fatto impedito di garantire il rispetto delle rigorose norme di sicurezza che prevedono la revisione ed il collaudo periodico dei recipienti contenenti prodotti infiammabili. Tale comportamento ha arrecato ulteriore e grave pregiudizio per l’incolumità degli ignari consumatori.

I titolari dei due depositi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per frode nell’esercizio del commercio (515 c.p.); vendita di prodotti industriali con segni mendaci (517 c.p.) ed appropriazione indebita (646 c.p.).

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