“Rispondere a un paziente e dire che non lo possiamo aiutare fa male. Ci sentiamo impotenti”. Con le lacrime agli occhi la farmacista Samanta Fontana spiega cosa significa mandare a casa un paziente senza bombole d’ossigeno. “Sono persone che conosciamo da anni e dire a un figlio che non possiamo aiutare suo padre è straziante. Ci sentiamo sconfitti”.

La commozione dei farmacisti è palese, come anche la mancanza di ossigeno in tutto il territorio. L’inchiesta del Quotidiano Italiano ci ha portati in alcune farmacie di Barletta, Cerignola e Foggia.

La risposta è la stessa: “La richiesta è aumentata e mancano le bombole d’ossigeno. Siamo costretti a mettere in lista d’attesa i pazienti che seguono l’ossigenoterapia da anni. Non sappiamo quando ci riforniranno. È capitato che un paziente è rimasto senza ossigeno per quasi un mese. Non parliamo solo di malati covid, ma soprattutto di persone che vivono solo grazie all’ossigeno”.

Nel frattempo, visto la scarsità di contenitori, FederFarma ha avviato le procedure per la commercializzazione dell’ossigeno liquido. “Anche in questo caso, però, i tempi sono lunghi riguardo la dispensazione”.

I farmacisti, dunque, sono allo stremo, come anche i parenti dei pazienti. “L’ossigeno non c’è. Ho girato tutte le farmacie del territorio, anche quelle degli altri comuni, ma tutti mi hanno detto che devo essere inserita nelle lista d’attesa. Che faccio? Faccio morire mia madre?”.

La spiegazione di quel che accade, fornita sia dai farmacisti che dai parenti, non fa altro che smentire le dichiarazioni dell’Aifa. Le richieste si moltiplicano, i tempi di attesa per avere la disponibilità in farmacia si allungano e nel frattempo c’è chi lotta tra la vita e la morte e l’unico salvavita scarseggia in tutta la Puglia.

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