La Puglia è in affanno, bombole e contenitori per l’ossigeno in molte città pugliesi sono introvabili. Abbiamo raggiunto il punto critico nel momento peggiore in assoluto e non ci riferiamo solo alla pandemia in atto. La criticità sta in una gara d’appalto contestatissima, forse non senza colpe di InnovaPuglia, società in house della Regione Puglia per gli acquisti in sanità.

In questo contesto sanitario, non appare particolarmente brillante l’idea di far partire una gara che prevede comunque l’esclusione di alcuni operatori del settore ossigenoterapia e ventiloterapia domiciliare. È come se su un campo di battaglia, nel pieno della lotta e contro un nemico crudele, persino numericamente superiore, si chiedesse a una parte delle truppe di tornarsene a casa.

Pur condividendo le ragioni di fondo che portano a un consistente risparmio per le casse della sanità pugliese, con un po’ di buon senso, si sarebbe potuto prendere qualche mese di tempo. Con questo scenario non è difficile prevedere un ulteriore aggravamento di una situazione già drammatica. Tanti pazienti sono in attesa e aspettano più del solito la sostituzione di una bombola.

In tanti, troppi, le bombole le conservano per eventuali necessità, pur non avendone bisogno in questo delicatissimo momento. Gli appelli degli addetti ai lavori si sprecano: riportate le bombole nelle farmacie. C’è chi è costretto a spostarsi dalla propria provincia, oppure supplica amici e conoscenti pur di procurarsene una. Il problema riguarda tutti, perché chiunque di noi potrebbe ritrovarsi nella necessità di doversi sottoporre a una terapia a base di ossigeno che, lo ricordiamo, è un farmaco salvavita.

Per questo motivo abbiamo scelto di occuparci della questione andando fino in fondo, pubblicando un’inchiesta approfondita sul tema: dalla produzione alla distribuzione, dalle esigenze dei pazienti allo stress di chi ogni giorno consegna l’ossigeno a casa di malati cronici, di pazienti in pericolo di vita o nelle farmacie, oggi come oggi recuperando e rimettendo a nuovo qualunque contenitore, calcolando l’aumento del fabbisogno generale.

La Regione Puglia sta acquistando bombole dalla Cina, attraverso la Protezione Civile, ma al momento il problema resta. Vi spiegheremo i numeri della questione, facendovi ascoltare le voce di chi dell’ossigeno non può fare a meno. Infine, chiuderemo il nostro viaggio analizzando passo dopo passo la gara d’appalto regionale. Lo scenario non è rassicurante, comprendere come stanno le cose è un esercizio indispensabile.

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