Quindici ambulanze in coda per la sanificazione all’ospedale Di Venere, ore e ore fuori dai pronto soccorso in attesa di sbarellare un paziente, la risposta tardiva alla richiesta di soccorso perché l’intero territorio Barese era scoperto.

Ieri è andata in scena la giornata nera del sistema di emergenza-urgenza pugliese. Siamo in emergenza, tutto vero, ma per mesi tutte le autorità sanitarie nazionali, regionali e locali hanno annunciato una seconda ondata di coronavirus. Neppure questo è servito a limitare i disagi che ieri hanno trovato l’espressione più grottesca.

Abbiamo trascorso sei ore tra l’ospedale barese Di Venere e il Perinei di Altamura per documentare quanto succedeva di minuto in minuto. Tutto e il contrario di tutto, circolari discutibili, almeno come il cambio d’appalto per la sanificazione dei mezzi, tensioni fra operatori del 118 e centrale operativa, vertici in evidente stato confusionale tanto da ripristinare il sistema operativo di sette mesi fa.

Le parole trovano il tempo che trovano, per questo abbiamo cercato – seppure sintetizzando – di condividere con voi il più possibile quei minuti concitati e paradossali.

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