Una copia disabile, Mario ed Elvira Arciuli, denunciano alla Procura della Repubblica e all’ordine professionale di competenza l’avvocato Stefano Loveri. Il professionista, secondo i coniugi, sarebbe stato un cliente del loro negozio di frutta e verdura. Col passare del tempo i tre avrebbero avuto un rapporto confidenziale e l’avvocato si sarebbe proposto per occuparsi di volta in volta di alcune loro pratiche, complessivamente sette.

Sarebbero perché dei mandati non c’è traccia, seppure lo stesso legale in un paio di telefonate ne ammette l’esistenza. Nella denuncia alla Procura gli Arciuli elencano le cause per le quali Loveri avrebbe incassato 17mila euro, senza però difenderli a nessun livello. Per la verità Loveri nega persino di aver incassato una fattura da 1.268,80 euro per il procedimento intentato dai coniugi baresi contro i medici dell’ospedale dov’è morto il loro bambino, vittima di un presunto caso di malasanità. Nell’oggetto del documento fiscale, infatti, si legge: “Vs tutela per morte minore deceduto in data 2006”.

“Per tale mandato – spiega la coppia – abbiamo complessivamente versato la somma di 6.000 euro, dati in contanti alla presenza dei nostri genitori”. Non solo. “Sempre nel 2017, nel mese di ottobre – si legge ancora – versavamo nelle mani dell’avvocato Loveri la somma di 5.000 euro per la relazione dell’impugnazione avverso la sentenza emessa dal Tribunale civile di Bari, avente ad oggetto la colpa medica di un intervento subito da mia moglie Albergo Elvira, ma anche in questo caso l’avvocato Loveri non ha redatto alcuna impugnazione”.

La denuncia è dettagliata. Ci sarebbero poi 1.500 euro per l’inoltro del ricorso dinanzi alla Corte d’Appello per lo stesso intervento subito dalla donna; poi 2.000 euro per la difesa in un processo che vedeva imputato Mario e ancora 2.500 euro per ricorrere contro l’INPS che rivendicava 4.000 euro agli Arciuli come assegni di invalidità non dovuti.

“Neppure in questo caso – tuona la coppia – l’avvocato Loveri ha fatto nulla per noi ed è proprio in questa occasione che abbiamo scoperto la sua condotta”. Pur tranquillizzandoli, marito e moglie scoprono davanti alla commissione per l’invalidità che il loro avvocato “non aveva depositato alcun documento, pur avendo consegnato tutto nelle sua mani”, continua Elvira. Nonostante l’incessante richiesta di appuntamento, l’avvocato Loveri per mesi riesce ad evitare un incontro e la consegna dei tanto agognati documenti, richiesti formalmente anche dal nuovo difensore degli Arciuli.

Tutto questo fino a tre giorni fa, quando siamo andati con Mario dall’avvocato, soprattutto per chiedere anche la sua versione dei fatti, come ovvio diametralmente opposta. Il diverbio tra l’ex legale e Mario, chiamato di volta in volta pagliaccetto, bambolotto, ma anche con versi e sillabe manco fosse un cane, è acceso. L’avvocato Loveri dice persino di essere stato minacciato da alcuni personaggi della malavita, inviati da Mario “per la restituzione di cose che non aveva mai dato”. Apprendiamo, però, che una cosa i fruttivendoli l’hanno riavuta: i soldi delle fatture per l’acquisto di frutta e verdura per un importo di circa 183 euro, rimasta a lungo non pagata.

La situazione è di quelle ingarbugliate, con accuse reciproche e carte bollate. Saranno i giudici e il Consiglio di disciplina dell’Ordine degli Avvocati a decidere se le condotte dell’avvocato Stefano Loveri abbiano rispettato le leggi e il codice deontologico della professione. Ci risulta che gli esposti presentati all’Ordine a carico di Loveri siano una decina, almeno tre dei quali archiviati. Se non altro Mario, con l’intervento dei Carabinieri che hanno identificato tutti, anche noi, ha avuto l’occasione di incontrare il suo ex legale faccia a faccia, sempre impegnato pur essendo spesso nel locale della moglie a poca distanza dalla frutteria della famiglia Arciuli.

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