Colpiti e affondati, anche per la storia delle “auto blu” concesse a cani e porci come nel caso delle assunzioni clientelari fra gli interinali. La nostra inchiesta sta continuando a scoperchiare gli insopportabili sprechi nell’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali.

“Con la presente – è scritto nella missiva firmata dal direttore generale, come se stesse cadendo ora ora dalle nuvole – nelle more dell’adozione di apposito regolamento, si comunica che le cosiddette missioni potranno essere pagate a condizione che vengano utilizzate per svolgere l’attività lavorativa e/o espletare l’incarico affidato, ammissibile con la categoria di appartenenza in un luogo diverso da quello dell’ordinaria sede di servizio; abbiano un carattere di eccezionalità; devono essere adeguatamente motivate; devono essere preventivamente autorizzate dal dirigente di riferimento o da un suo delegato; in sede di liquidazione, il dirigente di riferimento dovrà convalidare il numero dei chilometri percorsi”.

In caso contrario? “In mancanza delle condizioni previste e requisiti fondamentali correlati alla legittima applicazione le missioni non potranno essere più liquidate”. Viene da chiedersi come mai ci sia stato l’ennesimo intervento di buonsenso solo dopo l’intervento di un giornalista e dove fosse finora il direttore generale, Domenico Ragno. Sì, perché secondo quanto ci risulta, a qualcuno dei dipendenti veniva lasciata carta bianca, mentre ad altri le missioni non vengono pagate da mesi.

La cosa paradossale, sulla quale domani ci sarà un vertice coi sindacati, è che a rimanere a bocca asciutta – ovvero senza il pagamento delle missioni da aprile scorso – sono i dipendenti col contratto pubblico, che per esercitare le funzioni assegnategli usano i mezzi propri. Eppure in diversi incontri coi sindacati, più volte è stato rilevato che i dipendenti pubblici di qualsiasi fascia, quando si spostano dalla sede di lavoro per motivi di servizio coi propri mezzi va affidata la missione a 0,25 euro a chilometro. Per il contratto privato, invece, va retribuito sotto forma di percorrenza chilometrica, riconosciuto a un quinto del costo carburante per ogni singolo chilometro.

Ad ogni modo, però, mai si possono attribuire risarcimenti a simpatia e soprattutto non è opportuno avere una flotta di auto sottoutilizzata. Chi paga? Come per gli interinali sarebbe il caso che autorità ben più autorevoli e competenti di noi, per esempio Guardia di Finanza e Corte dei Conti possano fare un calcolo al centesimo su come siano stati gestiti finora il parco auto e i rimborsi. È il caso di dire che il carrozzone regionale, in questo caso è davvero andato avanti da sé, coi le regine i suoi fanti e i lacchè.

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