“Ho informato i Nas e la Guardia di Finanza, questo modo di fare va a discapito di tutto il sistema sanitario regionale, di tutta la categoria che opera nel settore e soprattutto come servizio ai cittadini”. Franco Decanio, presidente regionale Assoconsum Puglia, è furioso. Ha consegnato al Centro Emofilia del Policlinico di Bari una provetta di sangue prelevato regolarmente a domicilio, con tutta la documentazione del caso, per far eseguire delle analisi, ma a un certo punto la provetta scompare misteriosamente, salvo poi riapparire dopo la chiamata alle Forze dell’Ordine.

“Evidente hanno dimenticato tutto quello che è successo – commenta ai nostri microfoni – e si continua a operare come se niente fosse”. Il riferimento nulla affatto velato è allo scandalo scoppiato, con la successiva inchiesta ancora in corso, dopo che abbiamo pubblicato un video in cui si vede una infermiera chiedere soldi sotto banco per eseguire un prelievo.

Da quel video è emerso un modo di operare al di fuori della legalità, con operatori senza autorizzazioni e protezioni eseguire prelievi in nero, a casa di pazienti allettati. Un bubbone che portò ad emanare una serie di disposizioni ad hoc l’allora direttore generale della Asl di Bari Vito Montanaro, oggi ai domiciliari per presunti abusi d’ufficio in un concorso dell’Azienda sanitaria di Matera dalla cui graduatoria è stato attinto il responsabile della anticorruzione Luigi Fruscio.

Con i prelievi a domicilio ci sono anche altri problemi, legati alla privacy dei pazienti e allo scambio di documentazione tra infermiere e Centro emofilia, spiega Decanio nel video, che poi commenta: “Con una indagine in fase conclusiva, con vari capi d’imputazione tutti da provare, in attesa che la questione si chiarisca le persone coinvolte dovrebbero quanto meno lavorare altrove e non qui dove si svolgerebbe il fattaccio”.

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