“Siamo in un film dell’orrore in cui non sappiamo chi sarà la prossima vittima”. Le parole di Licia Magliocchi, ex inquilina di via Archimede, riassumono terribilmente bene la situazione dei condomini del civico 16, ormai tristemente ribattezzato come il “palazzo della morte” di Japigia.

Qualche giorno fa si è registrata una nuova, ennesima vittima, sempre in quel condominio. Una signora di 66 anni stroncata da tumore. Un decesso che va a confermare quella che è una media preoccupante. E la gente continua ad ammalarsi: l’ultimo caso accertato è del maggio scorso.

Un incubo che senza fine. Da quando abbiamo fatto emergere il problema con la nostra inchiesta, in tanti si sono interessati a quel palazzo: il caso è finito sul tavolo del Consiglio Regionale e della Procura, è stata aperta un’inchiesta, si sono fatte analisi e campionamenti. I condomini, però, non hanno ancora avuto nessuna risposta.

Tutto coperto da segreto istruttorio. Le esigenze della giustizia, però, si scontrano con la necessità della prevenzione. Oltre ad indagare sulle cause dei tumori, bisogna tutelare la salute di chi oggi abita al civico 16 di via Archimede.

“Qui la gente è stanca di lutti e malattie – fa notare Licia Magliocchi – Le analisi dell’Arpa sono state fatte in maniera egregia, ma chiediamo l’intervento delle istituzioni perché bisogna tutelare la salute degli inquilini. Siamo anche pronti a sottoporci ad analisi strumentali per verificare l’eventuali accumuli di sostanze tossiche”.

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