La nomina di Giovanni Calderaro alla guida del comprensorio Bari Sud Est dell’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ha fatto molto discutere. Il neo responsabile, nominato dal direttore generale, Domenico Ragno, ha la residenza nella masseria intestata ad alcuni familiari.

La masseria attinge acqua, come qualunque altro allevatore e coltivatore della zona, proprio da uno dei pozzi che fanno riferimento a quel comprensorio. Esiste un conflitto di interessi? Esiste un contratto fra l’Arif e la masseria? Quanto paga la masseria in cui abita Calderaro rispetto a tutti gli altri utenti del pozzo 21 o di un qualsiasi altro pozzo Arif?

Il nostro dovere è fare domande e per questo siamo andati nella sede del comprensorio, a Conversano, e poi presso la masseria di famiglia, sulla strada che porta a Turi. Nel video vi mostriamo tutto ciò che siamo riusciti a testimoniare: l’imbarazzo dei dipendenti e l’atteggiamento scontroso di Calderaro e di sua moglie.

Restiamo a disposizione di chiunque abbia voglia di fare qualsiasi precisazione in merito alla vicenda o voglia spiegare se davvero viene fatto tutto in trasparenza. In questo modo potrebbero essere fugati tutti i dubbi che la nomina ha sollevato.

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