Fumo nell’autobus, l’autista costretto a fermarsi e i passeggeri a uscire in fretta e furia: l’ennesima puntata della rubrica Amtab a pezzi si consuma in via Giulio Petroni, poco dopo l’ospedale Di Venere, intorno alle 14 di oggi. L’avaria si è verificata sulla vettura 7211.

Per fortuna solo tanta paura ma nessun ferito: l’autista del mezzo Amtab è rimasto leggermente intossicato ed è stato medicato sul posto dall’ambulanza del 118. Sul posto anche una squadra di Vigili del Fuoco oltre a Polizia di stato e Municipale. Il traffico lungo tutta via Giulio Petroni è andato letteralmente in tilt.

Secondo quanto appreso, ci sarebbe stato un principio d’incendio col fumo che, così come raccontano anche alcuni viaggiatori, ha iniziato ad invadere l’interno del mezzo. L’autista, accortosi del problema, ha subito fermato il bus facendo scendere i passeggeri e ha utilizzato l’estintore in dotazione per spegnere il principio d’incendio.

Secondo una prima ipotesi, raccolta sul posto da chi ha detto di essere un capo operaio Amtab, alla base del problema potrebbe esserci una quantità eccessiva di propano nella miscela di gas utilizzata per fare rifornimento che avrebbe causato quindi un surriscaldamento.

“Con autobus che lavorano 20 ore al giorno, è fisiologico che ci sia un’avaria su 7-8 mezzi – ci spiega – Può capitare che ci siano delle impurità della miscela di gas, l’autista deve stare attento perché se la spia si accende deve fermarsi e far scendere i passeggeri per evitare il rischio d’incendio”.

Abbiamo tentato di chiedere cosa fosse successo direttamente all’autista e a un addetto Amtab intervenuto sul posto ma la reazione è stata quella che vedete in video: una fuga precipitosa, come se la colpa dell’avaria fosse dello stesso conducente che si è invece comportato in maniera esemplare.

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4 COMMENTI

  1. Gli autobus di qualsiasi marca (anche quelli tedeschi) sono e rimangono mezzi da lavoro, hanno parti meccaniche e non, che possono avere ed avranno avarie varie.
    Mezzi nuovi o vecchi che siano.
    Per questo esistono assistenza e garanzie per i nuovi e, si spera, manutenzione ordinaria e straordinaria per quelli più vecchi.
    Gli stessi problemi li hanno a Bolzano, Milano come a Firenze (dove hanno ben altre risorse), così come in altre parti d’Italia, questa rincorsa al mezzo fermo ed allo scandalo a tutti i costi, inizia ad avere uno strano odore…
    Lungi da me difendere AMTAB ed i personaggi che la gestiscono, ma vi basterebbe fare un giro in altre città italiane presso i gestori pubblici del TPL, che vedreste le stesse identiche scene.

  2. quando leggo questi messaggi resto personalmente interdetto. L’unica puzza di bruciato che sento è quella di una manutenzione scadente. Io con la mia auto non sono mari rimasto a terra ed ho fatto già 8 manutenzioni programmate. Detto questo, nessuno rincorre nessun altro. Trasparenza e competenza aiutano a governare meglio la meccanica e l’elettronica.

  3. Paragonare la propria auto ad un autobus non credo sia molto corretto.
    Potrei risponderle che se certi autisti invece di fregarsene, trattassero il mezzo a loro affidato con lo stesso rispetto della loro auto, molte delle rotture sarebbero evitate e/o sicuramente anticipate.
    Un autobus è un mezzo da lavoro e lo fa ininterrottamente per molte ore, in condizioni stressanti, su strade spesso ridotte male ed un pubblico (italiano, non solo barese) che quanto ad educazione non è esattamente “svizzero”.
    Questo non vuol dire tollerare nelle aziende pubbliche la mancanza di una seria manutenzione, che ci siano ancora mezzi che girano senza i famosi tornelli (chissà se sui nuovi corti da 9 metri così stretti, sono poi riusciti a montarli rispettando le misure d’omologazione) o altre mancanze, però bisogna rendersi conto che se un autobus (anche appena uscito di fabbrica) si ferma non è sempre dovuto al fatto che qualcuno abbia sbagliato o a chissà quali altre ragioni.
    Si è rotto, capita, è un mezzo meccanico, purtroppo sempre più dotato di elettronica che può fermare un bus in mezzo alla strada anche in presenza di un’anomalia, tipo il sensore sportellino rifornimento o altro.
    Per questo esistono garanzie ed officine in zona che intervengono, si spera velocemente.
    Ne più ne meno quello che come ho già scritto succede in tutte le città italiane, e Bari non fa eccezione in peggio.
    Tutto questo accanimento, con consiglieri sguinzagliati dietro ai mezzi nella speranza che si guastino, appare, almeno a me, quantomeno particolare.
    Tutto qui.

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