La Corte dei Conti ha messo gli occhi, ed evidentemente non solo quelli, addosso alla Sanitaservice targata Maddalena Pisani. All’amministratore e contemporaneamente incompatibile sindaco della società in house della Asl di Bari è stato chiesto conto delle consulenze legali sdoppiate, con un presunto danno economico alle casse pubbliche.

Non solo. Abbiamo sollevato il problema della gara d’appalto assegnata alla Tecsial, soci in affari dello studio associato Pisani. I due dividono persino la stessa sede a Molfetta e il loro sodalizio nel 2013 è stato esaltato in numerosi redazionali pubblicati sulla stampa locale.

Fin qui il riassunto delle puntate precedenti, ma ciò che vi raccontiamo nell’ulteriore tassello della saga è l’emblema di come venga trainato il carrozzone Sanitaservice, dove in realtà gli amministratori devono solo eseguire gli ordini che arrivano dai piani alti della Asl di Bari oppure dalla politica. In questo caso a fare pressioni sull’ex amministratore per evitare lo spostamento di un dipendente è l’avvocato Luigi Fruscio, addirittura responsabile dell’Anticorruzione della Asl Bari.

L’intervento del dirigente Asl nei confronti del licenziato Pietro D’Amico, da lui stesso definito “Grande amministratore”, quando gli chiede che “casini stai combinando?”, riguarda la tutela di un tirocinante amico. Chissà perché a detta di Fruscio, D’Amico, impegnato nel rimettere in riga la Sanitaservice sia un “ragazzo terribile”.

Qual è l’interesse di Fruscio in questo caso specifico? La pressione, fatta con una grassa risata e l’atteggiamento di chi non può essere contraddetto, riguarda il trasferimento di uno dei cento tirocinanti che a novembre scorso avrebbero dovuto firmare il contratto a tempo indeterminato con la Sanitaservice. Il tirocinante sarebbe stato assunto comunque, anche senza l’intervento di Fruscio. Del resto, un diritto è un diritto. Ciò che al vertice della Asl interessa, però, è che non venga spostato ad Atamura, dove ci sarebbero necessità pubbliche. “A noi piace il mare non la terra”. A noi chi? Perché se il colloquio è in prima persona, il responsabile dell’Anticorruzione della Asl di Bari parla al plurale? Si riferisce all’amico tirocinante o a un insieme di dirigenti e politici che possono fare il bello e il cattivo tempo nella gestione della Sanitaservice?

A Fruscio viene fatto notare che i tirocinanti in discussione sono due e che forse bisognerebbe discutere la cosa. “No, non si può discutere. Rimane nella zona del mare non può essere trasferito in altre parti”. E il collega del neo assunto? Al responsabile dell’Anticorruzione interessa solo l’amico, “dell’altro si può fare ciò che si vuole”.

Delle pressioni per avere questo o quel favore da primari e funzionari, su ricoveri ed esami in barba alle liste d’attesa o ai posti letto, ma anche relativamente agli spostamenti di personale come nell’occasione narrata, non si meraviglia più nessuno ormai. Il fatto che a premere sia Luigi Fruscio, responsabile dell’Anticorruzione della Asl di Bari, però, apre un dibattito profondo. A cominciare dal fatto che quello sia davvero il garante migliore contro la corruzione che la Asl possa esprimere. Confidiamo nel direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro e nella sua volontà di portare in Procura le carte sulla gestione della Sanitaservice, anche per evitare un suo coinvolgimento diretto.

Restiamo ovviamente a disposizione nel caso le persone coinvolte nelle vicende sulla Sanitaservice Asl Bari raccontate dal nostro giornale volessero precisare o replicare.

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