Lettere di contestazione per abbandono del posto di lavoro ad una dozzina di dipendenti, ma anche a due capisquadra e al responsabile del settore delle aree a verde per non aver controllato. È questo l’effetto della messa in onda del nostro servizio, che riprendeva alcuni dipendenti della Barimultiservizi al bar del distributore Q8 in viale Gandhi, impegnati in una prolungata pausa caffè.

Venti minuti, oltre i venti impiegati per raggiungere la stazione di servizio e chissà quanti altri per arrivare sul posto di lavoro assegnato quel 19 marzo. Sulla vicenda, però, abbiamo registrato un generale e complice silenzio. Nessuna presa di posizione ufficiale della pubblica amministrazione. Lo abbiamo detto più volte, lo ribadiamo oggi: dov’è Biga? Che fine ha fatto il presidente dell’azienda pubblica, con un compenso di quasi 5mila euro al mese?

Il primo che il sindaco di Bari, Antonio Decaro, dovrebbe contestare, chiedendo giustificazioni entro cinque giorni, è proprio l’avvocato Francesco Biga. Se chi deve dare l’esempio va in azienda solo un paio d’ore il giovedì pomeriggio, cosa mai ci si può aspettare dai dipendenti di quella municipalizzata pagata coi soldi dei cittadini, che ai cittadini ha l’obbligo per contratto di assicurare servizi efficaci? Nulla.

Lanciamo la nostra provocazione da via Albanese, nelle vicinanze del Policlinico. Gli alvaretti sono da tempo più simili a una giungla. E allora ci chiediamo ancora una volta: dov’è Biga? Può un uomo impegnato con due cariche nella Banca di Credito Cooperativo oltre che nella sua attività professionale gestire un’azienda pubblica strategica come la Barimultiservizi? No, non può farlo. Lo diciamo senza pregiudizi, ma con la certezza di quanto abbiamo visto e continuiamo ad osservare.

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