ai lati Anita Maurodinoia e Sandrino Cataldo al centro Antonio Decaro e Amedeo Bottaro

Una riunione segreta, che evidentemente tanto segreta non è, per sancire una tregua elettorale e l’assunzione a tempo indeterminato di una dirigente. Ennesima vergogna della politica barese, con la p minuscola, senza alibi e giustificazioni. L’azienda di cui si discute è la STP. La dirigente, invece, è Barbara Santeramo, attuale responsabile dell’anticorruzione.

A far indignare più di tutto è che un Sindaco, in questo caso quello di Trani, Amedeo Bottaro, accompagnato dal direttore della STP, Mauro Piazza, e da un rappresentante dell’Area Metropolitana inviato dal Sindaco Antonio Decaro, incontrino l’eminenza ormai non più grigia della STP per fare accordi sull’azienda pubblica, seppure di diritto privato.

Stiamo parlando del triggianese Sandrino Cataldo, marito della consigliera comunale e metropolitana Anita Maurodinoia, il regista dell’operazione che ha piazzato la professoressa di scuola Rosa Pastore, moglie del suo braccio destro, come amministratore delegato della Società Trasporti Provinciale. Un’altra prova di quanto a comandare nel Palazzo di Città barese sia il gruppo Pisicchio-Maurodinoia.

Il gruppo, per esempio, ha ottenuto le deleghe alla Viabilità e ai Trasporti all’Area Metropolitana in cambio del voto compatto per l’elezione di Michelangelo Cavone alla presidenza del Consiglio Comunale. Ai Trasporti è andato Nicola Sciacovelli, il cui cognato era stato assunto come interinale alla STP in modo da completare il periodo utile al pensionamento.

Con sei consiglieri hanno dato scacco matto ad Antonio Decaro, che si è consegnato completamente a loro. Pure lui andando a trattare in un posto diverso da quelli leciti, pubblici, trasparenti, le sorti di un’azienda di cui i soci sono pubblici, in rappresentanza dei cittadini. In cambio? Il silenzio di chi non accetta questo modo di fare alla vigilia delle elezioni del 4 marzo. Qualcuno dei personaggi seduto a quel tavolo dopo la riunione ha avuto un moto di dignità, il voltastomaco.

Grande assente del vertice con Sandrino Cataldo, legittimato a mettere becco nella STP dai predecessori di Decaro e Bottaro, oltre che dai vertici dell’azienda, è stato il presidente attuale, Francesco Paolo Fortunato. Si capisce meglio perché l’ex direttore Francesco Lucibello se ne sia andato sbattendo la porta non prima di aver scritto una lettera infuocata in cui auspicava l’intervento della Procura. Lucibello, infatti, è stato uno dei pochi a non voler scendere a patti con il vero regista politico della Stp.

In alcuni durissimi verbali del Cda, Fortunato ha messo nero su bianco le nefandezze perpetrate all’interno della STP. La firma dell’amministratore delegato come rappresentante legale, tra l’altro pratica consolidata in passato, oltre che l’assunzione di interinali, sono solo le ultime due violenze ai danni dell’azienda.

Giovedì prossimo c’è un’altra riunione, quella ufficiale del Cda. Consiglieri e presidente avranno l’ultima chance per dimostrare che la politica peggiore deve stare fuori dall’amministrazione dell’azienda. Staremo a vedere.

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