Può capitare a chiunque. Una nenia ormai per quanti lottando affinché all’ospedale della Murgia venga attivata l’Emodinamica. Circa 200mila persone, nel territorio di Altamura, Gravina e Poggiorsini, ogni giorno sperano di non essere colti da infarto. Domenica scorsa la manifestazione di protesta, con centinaia di persone assiepate fuori dalla struttura sanitaria per rivendicare un proprio sacrosanto diritto.

Ieri mattina, invece, l’ennesimo infarto e la corsa, non facile, verso l’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. L’ultima vittima del paradosso murgiano è un dipendente dello stesso ospedale Perinei. La cabala è spietata. Si tratta di un ausiliario di 47 anni. L’uomo è stato colto da malore ad Altamura, a pochi chilometri di distanza dal nosocomio. Una fortuna, verrebbe da pensare, ma le cose da queste parti stanno diversamente.

Sembra che l’ausiliario godesse di buona salute, quando ha avvertito un malore mentre faceva footing. Giunto in ospedale, il 47enne ha continuato ad accusare forti dolori al petto, tanto da essere sottoposto a terapia con morfina. Visitato dai cardiologi dell’ospedale della Murgia, gli è stato diagnosticato un infarto.

Il dipendente, ancora in preda a dolore intenso, è stato soccorso e successivamente trasportato dal 118 di Altamura all’Emodinamica del Miulli, dove però i letti operatori erano momentaneamente occupati. Il paziente ha quindi dovuto sostare presso l’Utic del nosocomio ecclesiastico prima di poter essere sottoposto agli ulteriori accertamenti urgenti in Emodinamica, quella che, soprattutto per volontà politica, essendo stato acquistato anche un costoso angiografo, non viene attivata al Perinei.

Chissà che la decisione non venga presa in seguito alla prima vittima conclamata di questa assurda situazione. Sì, perché nessuno può dire con certezza se una o più di una delle persone colte da infarto sulla Murgia avrebbero potuto salvarsi se solo l’Emodinamica dell’ospedale della Murgia fosse già attiva.

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