Come avevamo ipotizzato, la riunione del Consiglio di Amministrazione dell’Acquedotto pugliese non è stata una passeggiata ed è durato diverse ore, segno che le decisioni non erano già state prese a tavolino. Secondo fonti sindacali pare che, rispetto alla linea del presidente e direttore generale Nicola De Sanctis, abbia prevalso quella del vicepresidente Nicola Canonico, anche grazie al sostegno del consigliere Carmela Fiorella.

È stata quindi respinta dal CdA la stabilizzazione di 24 dipendenti a tempo determinato. Come sostenuto anche dai giuristi che avevamo interpellato, pare sia emersa l’inopportunità di procedere alle stabilizzazioni in presenza di oltre 300 esuberi aziendali, nonché la nullità degli eventuali contratti, poiché in contrasto con le disposizioni legislative.

Alla luce di tale decisione, emergono alcune considerazioni: perché il Capo di Gabinetto del Presidente Emiliano, Claudio Stefanazzi, nei giorni scorsi ha incontrato i rappresentanti di alcune sigle sindacali, ma stranamente non tutte, non potendo in alcun modo orientare la decisione dell’organo amministrativo? Quanti altri contratti “nulli” sono stati firmati negli anni scorsi, in violazione delle medesime disposizioni legislative? Chi risponderà degli eventuali danni economici creati ai pugliesi da queste assunzioni? Domande, queste, che si aggiungono alle 5 rivolte ieri a Nicola De Sanctis.

Nel frattempo, continuano a circolare insistentemente le voci sulla imminente revoca di Nicola Canonico dopo l’annuncio della lista civica col suo nome per le prossime elezioni comunali a Bari, voci che hanno preso a circolare proprio dopo l’annuncio. Coincidenza davvero interessante, anche se qualcuno sostiene che le coincidenze non esistono.

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