La chiamata dalla Centrale Operativa alla postazione 118 di Acquaviva arriva intorno alle 10.30 di venerdì scorso. I sintomi del paziente, un 53enne senza precedenti cardiologici, sono “dolore toracico e sudorazione”.
Giunti sul posto, il paziente è agitato. Riferisce di avere da una paio settimane un “dolore al braccio sinistro,” ma che da mezzora avverte anche dolore al petto. L’uomo non soffre di alcuna patologia e non assume farmaci, se non il cortisone prescritto da qualche giorno dal medico curante per altri problemi.
I parametri vitali sono buoni e si procede con un elettrocardiogramma. Il primo referto arrivato dalla Telecardiologia alle 10.40 non è particolarmente allarmante e non suggerisce ulteriori controlli, ma il medico dell’equipaggio di Acquaviva, Luca Buzzerio, non convinto delle condizioni del paziente, notando una seppur minima alterazione dell’esame, decide di chiamare la Telecardiologia e di confrontarsi con il collega cardiologo, esponendo le sue perplessità sul caso.
I due decidono di effettuare un secondo tracciato. Alle 10.49 arriva il nuovo referto, stavolta con un responso inequivocabile: “Stemi infero-laterale”. A quel punto si attiva subito l’HUB. Il medico del 118, grazie alla collaborazione dell’infermiere Giancarlo Campanale e all’aiuto dei soccorritori Nicola Palmieri e Vincenzo Surico, provvedono alla somministrazione della terapia farmacologica e all’immediato trasporto in codice rosso e non più giallo come inizialmente segnalato verso l’UTIC dell’ospedale Miulli.
Il paziente arriva dopo pochissimi minuti in Emodinamica. Il caso ricorda la vicenda accaduta a Gravina, quando grazie alla decisione del medico del 118, pur con un tracciato negativo, il signor Mario Lorusso fu trasportato nella sala di Emodinamica dello stesso ospedale.  Anche in quel caso la decisione del medico fu cruciale per la sopravvivenza del paziente.
I due casi hanno una differenza sostanziale: la distanze ed i tempi di viaggio, con i conseguenti rischi per il paziente. Essere colpiti da infarto a Poggiorsini, Gravina o ad Altamura non è come esserlo ad Acquaviva o Bari. È proprio per questo che da qualche mese Francesco Papappicco, medico del 118 ed i cittadini di queste città si sono fatti promotori della campagna di sensibilizzazione #salviamociilcuore
Domenica 3 dicembre è in programma una protesta popolare. L’evento, che ha già ricevuto grossi consensi dagli indignati cittadini murgiani e notevole risonanza mediatica, ha proprio come obiettivo quello di far aprire l’Unità Cardiologica di Emodinamica all’ospedale della Murgia, paradossalmente già pronta e attrezzata. 
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1 COMMENTO

  1. Il succo di questo post è “salviamociilcuore”, cioè arrivare entro pochissimi minuti (circa 20) alla UTIC/emodinamica più vicina.Si parla di un paziente di Acquaviva con infarto portato dal 118 ad Acquaviva-Miulli, in pratica dietrocasa!!!
    Noi 200mila cittadini della Bassa Murgia vorremmo, se colpiti da infarto miocardico, le stesse possibilità di terapia-emodinamica di quel fortunato cittadino di Acquaviva.
    Ecco perchè chiediamo per Putignano un ospedale di PRIMO LIVELLO.

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