L’operaio che aveva condiviso sulla pagina facebook la nostra intervista a un suo collega della Getrag, è stato licenziato. La decisione dell’azienda è arrivata dopo cinque giorni di sospensione e a nulla sono servite le giustificazioni del dipendente.

L’uomo, sposato e padre, nel commento con cui accompagnava il link dell’articolo aveva scritto: “Senza nascondere la faccia, per me è una realtà di fatto. Un superiore che mi ha messo le mani addosso e il responsabile delle risorse umane che mi ha descritto come falso e bugiardo”. Non sappiamo come sono andati i fatti denunciati dall’operaio e quindi non esprimiamo giudizi, ma la notizia del licenziamento ha ovviamente diviso la fabbrica. C’è chi sostiene che l’azienda abbia fatto bene, perché i panni sporchi non si lavano all’esterno dello stabilimento, ma ci sono anche tanti colleghi indignati per quanto successo.

Dal canto nostro, pur non conoscendo personalmente l’operaio licenziato, siamo profondamente rattristati che si sia arrivati a tanto. Ci dispiace inoltre non aver letto nessuna levata di scudi da parte dei sindacati. In questo momento di grande confusione per l’industria a Bari, settore dal futuro incerto come dimostrano le vicende Getrag e Bosch, sapere da che parte stanno realmente i sindacati gioverebbe a rinsaldare quel rapporto sempre più compromesso tra gli stessi tutori del lavoro e tanti operai ormai sfiduciati.

In uno dei commenti a quel post, l’operai licenziato diceva:Io non penso alle risorse economiche, ma alla salute che per me è un diritto sacrosanto, ma che purtroppo non viene tutelata in nessuna maniera nella nostra azienda. Mi batto per un diritto di tutti, rischiando ogni giorno il posto di lavoro, ma ti assicuro che se mai un giorno dovessi avere ragione sarebbe molto più soddisfacente della questione economica”.

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2 COMMENTI

  1. Premesso che quanto dichiarato dal signor errede risulti essere reale colgo l’occasione per dimostrargli tutta la mia solidarietà essendo un responsabile delle risorse umane ho il dovere di tutelare tali atteggiamenti persecutori nei confronti del personale.
    Come citato nell’articolo certi operai pensano di poter lavare i panni sporchi in casa propria. In questo caso i panni sporchi non sono ammissibili, ledere la dignità umana non è da persone civili e nutro la speranza che i responsabili ne paghino le conseguenze

  2. Ad una sovrabbondanza di manodopera consegue una diminuzione dei salari e minori garanzie per i lavoratori. L’immigrazione da paesi extracomunitari di milioni di persone, ha squilibrato il mercato del lavoro a vantaggio dei detentori di capitale, che favoriscono migrazioni a tutto danno dei comuni cittadini. Questa voluta e mirata operazione, viene fatta digerire alla massa attraverso campagne d’informazione che fanno leva sulla solidarietà umana, sull’amore verso i bambini e sugli orrori delle guerre (provocate ad arte). Difficile, ad oggi, vedere la fine del tunnel per le persone umili ed oneste. Troppi squali nuotano nel mare di una società dalle acque sempre più torbide. Solo quando i cittadini acquisiranno una vera conoscenza della realtà, scevra di dissimulazioni e ipocrisie del potere, ci sarà una nuova primavera.
    Inutile parlare di padroni e sindacati. Le alleanze sono fatte e i cittadini ne sono fuori.

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