Nuovo assalto notturno a Bitonto. Un altro bar nel mirino, dopo i furti e le spaccate a “Pelè“, “Le Nouveau“, “Movida” e “Ottavo”. Non c’è più il comune denominatore: le macchinette slot di proprietà dell’impresa che Stella Barba gestisce insieme al proprio compagno.

Domenico Chiddo, titolare della caffetteria da ormai dieci anni, si serve infatti da un altro fornitore. Dopo il colpo al bar La Maya, dunque, si affievolisce anche l’ipotesi che i furti precedenti possano essere stati fatti come ritorsione nei confronti della Barba in seguito a vecchie denunce e alla lettera inviata al Prefetto per avere una maggiore presenza di forze dell’ordine.

I ladri sembrano i soliti tre uomini incappucciati, persino l’auto impiegata sembra la stessa Lancia Lybra. I banditi hanno dovuto lavorare non poco per riuscire a scassinare la porta d’ingresso del locale, che il proprietario sta provvedendo a sostituire. Nessuno come al solito ha visto niente, nonostante l’attività commerciale si trovi nella trafficatissima via Galileo Galilei, una delle principali strade di accesso alla città.

Le tre macchinette rubate sono state svuotate e abbandonate in campagna. Anche Chiddo, così come gli altri colleghi invoca l’intervento del Prefetto, l’unico a poter fare qualcosa per evitare di abbandonare i commercianti al bivio: armarsi o chiudere le proprie attività.

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