“Quante cose vere dici, ma non posso sostenerti. Scusami”. L’ammissione a denti stretti del presidente di un’associazione di volontariato che gestisce una delle postazioni del 118 barese è una magra consolazione, ma fa piacere. Sarebbe morto tutto qua se non avessimo incassato anche un parere autorevole, che dà forza alla nostra inchiesta giornalistica sulle magagne e la confusione che regnano da anni nel 118 barese.

“Il bando è costruito in modo poco logico”, ci viene riferito. A dirlo sono gli stessi membri della Commissione che sta aggiudicando il nuovo bando per l’affidamento delle postazioni del 118, arrivato ormai alla quarta, forse quinta proroga. Sono passati così tanti mesi da non riuscire più a portare il conto. Tutto come previsto, o quasi. Postazioni assegnate, ad eccezione del Policlinico ed ex Cto. In questo caso, però, si è trattato solo di un errore materiale. Uno mero scambio di nominativi.

L’associazione Gioia Soccorso, invece, ha presentato un ricorso alla Asl. In sostanza, dice che entrare nel giro del 118 è praticamente impossibile, perché i punteggi di base premiano troppo chi ha già esperienza nell’emergenza-urgenza. Ciò che sconcerta è constatare per l’ennesima volta la libertà che le associazioni hanno di aggirare gli ostacoli senza dare conto a nessuno. Gli stipendi ai dipendenti continuano ad arrivare in ritardo rispetto a quanto previsto, nonostante le ire scritte del direttore generale della Asl di Bari, Vito Montanaro.

Senza contare il capitolo relativo ai volontari, usati come pedine di scambio (anche elettorale e non solo all’interno delle associazioni), riempiti di turni fino a 700 euro di guadagno al mese, o privati anche del minimo se non graditi ai presidenti o ai referenti delle postazioni. Fermo restando, che come ci dicono gli stessi presidenti: “Il volontariato è morto, i volontati non esistono”. La situazione è ampiamente sfuggita di mano, ma la cosa non sembra interessare a nessuno, neppure adesso che a sostenere l’illogicità del bando è chi è stato chiamato a giudicare le associazioni a cui affidare le postazioni del 118.

Nel video, girato questa mattina, al momento dell’apertura delle buste con la valutazione tecnica, sono successe diverse cose particolarmente interessanti. Abbiamo incontrato vecchie conoscenze e i soliti corridori che scappano di fronte alle proprie responsabilità. A chi giova tutto ciò? È la domanda, senza risposta, che ci facciamo dall’inzio del racconto di questa storia triste.

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