L’ennesima spaccatura all’interno dell’associazione italiana della Croce Rossa è andata in scena due giorni fa. Il tutto contestualmente alla notifica delle prime nomine di ispettrici delle Crocerossine che il Presidente Nazionale, Francesco Rocca, ha eseguito di suo pugno. A dirla fino in fondo, sbattendo violentemente il pugno sulla sua scrivania ed infrangendo una tradizione secolare, vecchia quanto il Corpo delle Infermiere Volontarie.

Dopo la sua rielezione, scontata visto che si era messo nelle condizioni di essere l’unico candidato sulla scena, Rocca non ha restituito all’Ispettrice Nazionale del Corpo, Monica Dialuce Gambino, il potere di nominare le proprie dirette rappresentanti in seno agli Ispettorati territoriali. Il caso è scoppiato proprio a Roma, dove Monica Dialuce avrebbe fornito quale proposta a Rocca il solo nominativo di Anna La Rosa, attuale ispettrice facente funzioni.

Naturalmente La Rosa è invisa al presidente regionale del Lazio, Adriano De Nardis, quello che da rappresentante del Ministero di Economia e Finanza siede incompatibilmente nel board dell’Ente Strumentale alla Cri, controllando e finanziando anche se stesso. La ruggine tra i due ha la coda lunga e di paglia, De Nardis vorrebbe chiudere l’Ispettorato delle Crocerossine di Ciampino, di cui è a capo proprio Sorella La Rosa, ma non riuscendo legittimamente nel suo intento mette in continua difficoltà le Sorelle di Ciampino attraverso il suo fidatissimo Presidente Locale Luca Hinna Danesi, nominato a capo della scuola di formazione regionale Cri, ente privato che avrà nel disegno di De Nardis l’esclusiva nella formazione che Croce Rossa impartirà all’esterno, ricavandone i fondi a discapito delle attività residuali con le quali si autofinanziano i Comitati locali.

Ma questa è un’altra storia che approfondiremo, dati alla mano, nei prossimi giorni. De Nardis, nella personale corsa alle migliori poltrone è quello che è arrivato, da sempre, secondo e Rocca il munifico gli ha concesso, quale ristoro, di esprimere il veto contro La Rosa e nominare Tiziana Ciani al suo posto, ex volontaria senza esperienza di comando ed assolutamente priva di rapporti con le istituzioni politiche e militari regionali, un po’ il clone dello stesso De Nardis.

Quello che succede a Roma è il format di uno spettacolo che girerà l’Italia, frutto del braccio di ferro mai terminato tra Dialuce e lo stesso Rocca, che sta spiegando su tutto il territorio nazionale tra le Sorelle il proprio squadrone di “crocerocchine”, le Infermiere Volontarie che si riconoscono sempre di più nel Presidente Nazionale, scavalcando ordini ed autorità della propria diretta gerarchia.

In questa battaglia non ci sono vincitori né vinti, si sta facendo deperire l’Associazione. Punto e basta. Qualcuna, non sono moltissime e si contano su due dita della mano destra, ha portato a casa presidenze e incarichi di livello nazionale ma poi non li ha saputi gestire, provocando danni d’immagine e consenso all’intera associazione nazionale, oltre a suscitare l’interesse di qualche pubblico ministero e alcune procura regionale della Corte dei Conti.

Esistono ancora, e lo sappiamo bene, donne che per ambizione personale sono disposte a vendere al primo lottizzatore di turno anche l’idea stessa di Croce Rossa. Voi continuate a chiamarla “privatizzazione”. Noi, nonostante qualcuno ci rida sopra, continueremo a scriverne e viassicuriamo che sarà un’estate molto calda, sotto ogni punto di vista.

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