Non tutte le ciambelle riescono col buco. Il vecchio detto popolare ben definisce ciò che succede nella nuovissima Croce Rossa Italiana. Parte di quelle ciambelle senza buco sono state cotte da Flavio Ronzi, il vulcanico neo segretario generale dell’ente, in netta ascesa gerarchica e decisionale al civico 31 di via Ramazzini.

Tra gli uffici demoliti per dar spazio ad un enorme open space, c’è anche la sede di “Nessun luogo è lontano”, l’associazione con la quale la Cri fa coppia fissa, costituendo e disfacendo associazioni temporanee d’impresa per partecipare ai bandi per l’accoglienza di migranti e rifugiati e della quale i Prefetti d’Italia ancora non hanno ben compreso la natura affaristica piuttosto che assistenziale. Ma non divaghiamo e torniamo al tema delle ciambelle senza buco e costosissime, come piacciono a Ronzi.

Un vero ciambellone è il sistema delle card plastificate con foto e codice a barre. Le tesserine erano destinate a sostituire le placchette di cartone plastificato che tutti i Comitati dell’Associazione di volontariato più grande d’Italia davano ai loro volontari qualificati per poterli identificare. Ronzi, però, rivoluziona in sistema. I Comitati regionali sono invitati ad acquistare una particolare stampante ed un set di tesserini plastificati, far caricare le foto dei volontari in formato tessera sul sistema gestionale di Cri (GAIA) e poi attendere la consegna del materiale presso il Comitato di appartenenza.

La tessera identificativa è un documento fondamentale. Il volontario ha le sue specificità, può fare delle azioni particolari, può entrare in luoghi dove non tutti sono ammessi, per esempio i pronto soccorso degli ospedali. La tuta rossa da sola non basta. Ecco allora che si pensa al gestionale ed alla tesserina tipo bancomat. Ma dopo tutti i soldi spesi dai Comitati regionali per dotarsi dell’hardware, ecco spuntare l’inghippo. Le tessere, caricate sui sistemi informatici, non arrivano ai volontari. Si inceppano nella stampante, dicono negli uffici preposti. L’inchiostro sbiadisce subito, non ci sono più le basi e tutto va in malora, lasciando i volontari per due anni praticamente a mani vuote.

La presentazione del nuovo sistema era stata fatta in occasione di Jump 2014, il congresso annuale di Croce Rossa Italiana, dove quadri e delegati tecnici si sono sbracciati per complimentarsi con Ronzi, all’epoca delegato tecnico nazionale in materia. Siccome le macchinette sono state acquistate dai Comitati regionali, con un presunto danno pubblico non ancora quantificato, è urgente dimostrare comunque l’efficienza del sistema, lo stesso sistema che con soli due anni di ritardo adesso si appresta a ripartire. L’annuncio, pubblicato sul sito nazionale di Cri, spiega che le consegne riprenderanno a breve.

Via per la nuova sfornata di ciambelle senza buco, chissà a seguito di quale affidamento, ed altra dolcissima e costosissima attesa per i volontari che girano l’Italia in divisa, ma senza tessera identificativa. Voi, però, continuate a chiamarla privatizzazione.

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