allegato 2

La sede barese della Croce Rossa è una latrina: bagni sporchi, cattivi odori, polvere, cartacce, condizionatori privi di manutenzione. Insomma, di strumentale nella nuova Croce Rossa, per ora ci sono gli atteggiamenti di chi dovrebbe provvedere al ripristino delle minime condizioni igieniche e invece se ne sta a guardare, in alcuni casi persino in maniera colpevole.

A segnalare lo stato di quella che un tempo fu la gloriosa sede dell’ente in Puglia, questa volta sono il medico competente Ilaria Tatò (allegato 1) e due ispettori del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari, gli uomini dello Spesal, con compiti di polizia giudiziaria (allegato 2). Non volendo sparare sulla Croce Rossa, abbiamo aspettato qualche settimana prima di rendere nota la notizia, in modo da dare all’ente il tempo necessario a rimettere tutto a posto. Nonostante la legge parli chiarissimo, nessuno ha ancora provveduto al ripristino delle condizioni igienico-sanitarie minime.

Il verbale, compilato il 18 luglio scorso, è così dettagliato da non lasciare scampo a nessuna interpretazione. Gli ispettori dello Spesal hanno scattato fotografie, rendendosi conto personalmente di quanto abbiamo denunciato a più riprese sulle pagine del nostro giornale i mesi scorsi. La Croce Rossa aveva l’obbligo di fornire entro tre giorni dall’emissione del verbale la lunga serie di documenti rischiesti in fase ispettiva dai funzionari della Asl di Bari. Dal 21 luglio sono passate quasi tre settimane ma nella sede, la civico 47 di piazza Mercantile, non è cambiato nulla. Con il passare dei giorni la situazione peggiora.

Tutto era partito dall’esposto-denuncia per le mancate pulizie dei bagni, degli uffici e dei luoghi di lavoro, altre all’esposizione e al consapevole rischio igienico-sanitario, inviato da Luigi Calabrese, Responsabile per la sicurezza dei lavoratori dei comintati Corce Rossa di Puglia e Molise oltre che rappresentante sindacale della Uil (allegato 3). Il sindacato, poi, era intervenuto intimando senza successo la necessità di fare le pulizie (allegato 4). La denuncia era stata preceduta da un paio di email (allegato 5). Evidentemente la situazione aveva superato il limite della decenza.

L’obiettivo della nuova presidente pugliese della Croce Rossa, Ilaria Decimo, è sempre più chiaro: trasferire la centralità dell’ente da Bari – dove si vede pochissimo – alla sua Lecce. Tanto evidente da non interessarsi neppure delle scarse condizioni igienico-sanitarie in cui si tengono i corsi per la formazione delle sorelle Crocerossine, di cui la Decimo fa parte. La Asl contesta le irregolarità al colonnello Giuseppe Maggio, nominato direttore generale della Croce Rossa della Puglia e del Molise il 21 giugno scorso (allegato 6). Maggio ha sostituito Francesco Palumbo, colpevole di aver detto la verità ai nostri microfoni. Maggio, avvisato della situazione della sede barese dal dimissionario Palumbo, ha resistito solo un paio di giorni dalla nomina prima di marcare visita.

In assenza del direttore generale, la responsabilità di quanto succede è di Nicola Niglio, il capo Dipartimento contabilità, Amministrazione e Finanza della Croce Rossa, con delega al comando nei Comitati del Sud Italia in occasione di assenze come quella del colonnello Maggio a Bari. Niglio, però, prende tempo, continua a chiedere pareri ai vari uffici, ma ancora non firma alcun provvedimento per il ripristino delle condizioni di decenza della sede barese. Intanto il verbale e le prescrizioni della Asl di Bari, chissà per quale deroga, vengono allegramente ignorati a danno dei lavoratori, costretti a lavorare in condizioni pietose. Dipendenti già abbastanza umiliati dal nuovo corso della Croce Rossa Italiana, che li costringe a passare gran parte delle loro giornate a girarsi i pollici in attesa di essere dislocati altrove.

 

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