Nelle cose della Croce Rossa, vecchia o nuova che sia, non avremmo mai dovuto infilare il naso. Va avanti per inerzia, nel bene o nel male, ma va avanti. Così avanti che proprio a noi in questi giorni si stanno rivolgendo decine di dipendenti, destinatari di una strana lettera da parte delle banche di cui sono clienti.

Si tratta dei dipendenti che hanno rilasciato un’apposita delegazione di pagamento a favore delle finanziarie o delle banche da cui hanno ricevuto un prestito. Nella missiva si scrive che, essendo ormai il numero delle rate del prestito non onorato superiore a tre, verranno iscritti d’ufficio nel registro dei cattivi pagatori, a meno di saldare il dovuto sull’unghia. Perché è strana la lettera? Semplicemente perché loro questo debito lo hanno già onorato e per farlo hanno dato al loro datore di lavoro, la Croce Rossa appunto, espressa delega di pagamento.

Questi soldi vengono sottratti loro direttamente in fase di conteggio delle competenze e della riduzione del netto pagato alla man, con tracce anche nel cedolino mensile. Di fatto, però, questi denari non arrivano nelle mani dei loro creditori. Questa è una delle tante brutte vicende che circondano il fortino di via Toscana ed il suo nuovo vecchio capo, Francesco Rocca.

Abbiamo provato a chiedere spiegazioni a chi si occupa della contabilità del personale, ma non ci è stata data risposta. Intanto i debiti crescono, non solo quelli dell’ente con più volontari in Italia, ma anche quelli dei suoi dipendenti e nessuno tra quelli che contano riesce a porre rimedio, forse perché troppo impegnato a sanzionare i volontari che si sono fatti fotografare con l’europarlamentare Matteo Salvini. Sarebbe stato carino se ci avessero raccontato che fine hanno fatto i denari tolti dalle buste paga e mai consegnati alle Banche creditrici.

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