“Egregio signor Loconte, a seguito della notizia apparsa sul suo quotidiano riguardo la situazione del Comitato locale di Salerno, vorrei ricordarle che da quando i Comitati locali locali e provinciali sono privati non c’è alcun potere ispettivo o di verifica da parte dello stesso Comitato provinciale e che, nello specifico, quello di Salerno è provinciale solo sulla carta, avendo perso ogni possibilità di coordinamento e controllo. Per questa ragione se non è dato seguito a lettere di denuncia anonime nei confronti del presidente Carucci è solo per questo motivo. Sarei felice se facesse una rettifica. La ringrazio. Renato Del Mastro“.

Gentilissimo presidente, può stare certo che non spariamo sulla Croce Rossa per il gusto di farlo. Questa inchiesta pesa molta, perché il rischio che si corre è sempre lo stesso: per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno. Cerchiamo sempre di sparare il meno possibile nel mucchio, proprio per evitare il fastidioso fenomeno della generalizzazione.

Pubblicare le sue precisazioni è un nostro dovere e, mai come in questo caso, lo facciamo con estremo piacere. Mi permetta, però, di approfittare dell’occasione per fare una riflessione sulla vicenda. La sua rettifica conferma che la privatizzazione dell’ente ha svuotato delle possibilità ispettive e di controllo i comitati provinciali e locali, in cui adesso è molto più semplice lavorare nell’ombra. Allo stesso modo è più semplice lavorare nell’ombra anche in certi comitati regionali, proprio in virtù della vostra impossibilità a vigilare sulla corretta gestione dell’ente che, non dimenticiamolo, ai livelli regionali – ma ancora per molti versi anche a livello locale – è finanziata dallo Stato, quindi dai soldi di tutti noi italiani.

D’altro canto, però, il suo comitato, così come tutti gli altri comitati locali e provinciali, pur non appartenendo più a un ente umanitario, conserva lo stesso logo della Croce Rossa, godendo di tutti i privilegi che derivano dalla sua gloriosa storia e dalle tante opere buone realizzate finora. Le storture del decreto 178 del 2012 sono evidenti e clamorose, soprattutto per la parzialità dell’applicazione del provvedimento.

Da navigato volontario e presidente quale sicuramente è, ci piacerebbe sapere se intende comunque chiedere spiegazioni all’ex collega del Comitato regionale e al presidente nazionale di Croce Rossa. Così, tanto per il suo elevato senso civico e per il suo passanto in Croce Rossa. Nella prossima cena benefica che organizzerà per portare soldi alla “sua” associazione, probabilmente indosserà la stessa divisa di chi ha conservato la busta paga statale. Certi abusi, se confermati, danneggerebbero anche la sua associazione privata di promozione sociale. Così come, per le stesse ragioni, la Croce Rossa sarebbe danneggiata da eventuali abusi compiuti dai comitati locali e provinciali. Come sempre restiamo a disposizione di chiunque volesse aggiungere altre considerazioni e precisazioni rispetto a ciò che abbiamo detto anche in questo caso per il solo bene della Croce Rossa e non delle persone che la rappresentano.

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