La filosofia come strumento che aiuta i bambini ad allenarsi a pensare, a spingersi oltre le proprie conoscenze e porsi interrogativi che aiutino a sviluppare le competenze di cittadinanza. È questo l’obiettivo del corso formativo rivolto ai docenti e tenuto da Luca Mori, ricercatore in discipline filosofiche dell’università di Pisa, presso l’Istituto Comprensivo Devitofrancesco di Grumo Appula e Binetto.

Il suggerimento di Mori è quello di partire dai filosofi classici e dagli interrogativi che in ogni tempo hanno incuriosito gli adulti per promuovere conversazioni filosofiche di gruppo che possano generare altre domande e giungere a risposte che il singolo individuo non avrebbe mai elaborato da solo. Lo spazio in cui sviluppare le conversazioni deve essere ben strutturato affinché i ragazzi vedano l’altro come condizione del proprio benessere anziché come ostacolo. Questo modo di procedere è idoneo, quindi, a sviluppare competenze di cittadinanza.

“Il mondo in cui viviamo – ha sottolineato nel corso – sembra essere caratterizzato da frammentazione, discontinuità e illogicità per cui solo la condivisione attuata a scuola, in particolar modo nelle conversazioni filosofiche fin dall’infanzia, potrebbe aiutare i ragazzi a divenire domani cittadini consapevoli, a recuperare la voce che in molti hanno perduto o hanno rinunciato a fare sentire. I cittadini delle poleis che si davano appuntamento nello spazio pubblico sembra che ci riuscissero abbastanza bene. Un tempo gli adulti si incontravano con l’intenzione esplicita di discutere di questioni di interesse pubblico, di cui loro, e solo loro, erano responsabili: se non si ricomincia dalla scuola, non lo farà nessun altro”.

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