“Nell’atto di creazione di ciascun individuo l’arte nutre l’anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito, e questo può incoraggiare le persone a fare qualcosa semplicemente perché vogliono farlo”. Così Bernie Warren nel suo libro “Arteterapia in educazione e riabilitazione” sottolinea l’importanza della cura dell’anima nel senso più intimo del termine. Insegnamenti, quelli di Warren, che hanno trovato applicazione pratica nel progetto riabilitativo messo in piedi da una rete di strutture psichiatriche specializzate ognuna in una diversa fase del percorso riabilitativo.

Con queste finalità è stato avviato un laboratorio di fotografia “GUARDAMI: l’urlo dei pazienti psichiatrici alla collettività. Lo stigma della malattia psichiatrica ed i pregiudizi che trascina con sé” attraverso il quale i pazienti hanno potuto apprendere i rudimenti della tecnica fotografia per poi applicarli nell’esprimere la propria creatività.

L’inaugurazione della mostra si terrà il 2 luglio 2019 presso Villa Giotta, Strada provinciale Noicattaro-Torre a Mare, contrada Masseria Giotta 1 (Parchitello) dalle ore 16:00.

Durante il dibattito in sede di inaugurazione si discuterà del perché la malattia psichiatrica venga percepita diversamente dalle altre malattie del corpo e si cercherà di analizzare, con la neurologa Dott.ssa Bellomo e con il direttore del dipartimento di salute mentale della ASL Bari, Dott. Semisa, lo stigma della malattia mentale ed i pregiudizi ad essa associati.

Le strutture interessate dal progetto sono state Hotel San Francisco di Bitritto: residenza per disabili ex art. 58 regolamento 4 Regione Puglia Centro diurno per l’autismo; Domus Aurea: Casa per la vita Cassano, Casa per la vita Villa Giotta, C.R.A.P. dedicata a.r.; San Francesco di Cassano, C.R.A.P.; San Francesco di Cerignola: Residenza neuropsichiatria infantile, Centro diurno neuropsichiatria infantile; Consorzio Sant’Antonio: Centro diurno disabili e Villa Adriana C.R.A.P..

L’importanza del sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto al tabù della malattia psichiatrica è sottolineata proprio dalle parole di un paziente/autore che ha partecipato al percorso. “Guardami perché ci sono anch’io; guardami perché esisto; guardami perché
percorro la tua stessa strada; guardami per quello che ho dentro; perché potresti
essere il mio punto di riferimento; perché anch’io posso essere una tua amica”.

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