Quanta potenza in una risata e quanto bene può fare, soprattutto se sei malato oppure hai ancora tanta strada da percorrere. Ne è convinto Francesco Di Gennaro, classe 1956, che nel tempo libero fa l’infermiere mentre di lavoro è un clown che porta il sorriso a chi ne ha bisogno.

Infermiere al Policlinico, entra ed esce dalle carceri di tutta Italia: regala qualche ora spensierata a chi ne ha bisogno, magari come incoraggiamento per cambiare strada.
Ha scritto un libro che ha già presentato in vari ospedali ed ora nelle carceri, perché per Francesco chi ha sbagliato può rimediare e scegliere una vita onesta una volta fuori. Un aiuto può essere proprio una risata che può trasformarsi in un valido GPS.

Uno stile di cura intrapreso nel 1971 da Hunter “Patch” Adams che teorizzò come il buonumore mettesse in circolo nel nostro organismo sostanza chimiche autoprodotte che portavano benefici in termini di salute fisica e psicologica. Teoria poi confermata da successive ricerche mediche.

E come Patch Adams all’inizio, anche Di Gennaro ha trovato diversi ostacoli non solo da parte della burocrazia perché l’accesso di soggetti esterni alle carceri non è così semplice, ma soprattutto di colleghi infermieri e medici che non condividono la sua idea e restano scettici sulla sua professionalità.

Ostacoli sempre superati e trasferte a proprie spese per portare l’allegria e la buona musica con gli amici Lino Ciliberti ed Enzo Primavera: una battaglia sempre vinta contro il pregiudizio e spesso l’abbandono di chi è rinchiuso.

Ed eccolo il prossimo 7 Dicembre al carcere minorile di Bari alle ore 16.00 a far sorridere ancora una volta chi, di sorridere, non ha tanta voglia: pillole di allegria e sciroppi di musica, una terapia che deve creare assuefazione e che dovrebbe essere prescritta sempre più spesso.

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