Ritratti “mascherati” da collage pittorici fatti di piani cromatici tutt’altro che piatti; nature morte in cui l’oggetto della composizione è il colore, che si esprime in forme di illogiche realtà; enigmatici ritagli di superfici spazio-temporali combinate in un incastro di texture. Sono tanti gli stimoli visivi che si colgono osservando attentamente e con sguardo acuto le opere di Giuliano Sale, esposte nella personale intitolata “L’occhio preso per la coda”, ma forse due occhi non basterebbero neanche per riuscire a carpirli tutti.

Una selezione di lavori appartenenti alla più recente produzione dell’artista cagliaritano, nella mostra in corso da Microba fino al 30 giugno, curata da Edoardo Trisciuzzi e organizzata con l’Associazione culturale Achrome, collettivo con cui la galleria rinnova un interessante sodalizio, puntando su artisti giovani ma già di respiro nazionale e internazionale. Che siano realizzati su tela piuttosto che su carta, i dipinti ad olio di Sale appaiono quasi irreali, artefatti eppure incredibilmente veri.

Figure dall’animo volutamente irrisolto, tenuto ben nascosto dietro volti di una frammentata inquietudine, costruiti ricorrendo ad un processo che appare quasi macchinoso eppure spontaneo, così come viene naturale riconoscere tutta una serie di citazioni storico- artistiche. Sottili déjà vu visivi che rimandano all’esperienza del già visto, riconducendo al realismo di Caravaggio, ai papier dècoupès di Matisse, alle scomposizioni di Picasso, al futurismo di Depero e Prampolini, proseguendo con De Chirico, Arcimboldi, per finire con le disarmanti angosce di Bacon.

Una serie di riferimenti alla storia dell’arte che finiscono col diventare dei sottili pretesti per esplorare le prospettive dell’inconscio, dove il colore viene ora steso, ora distribuito, rigato o striato, trattato con una resa plastica o più dissolta a seconda dell’analisi che l’artista intende farne. Giuliano Sale ne individua i punti di fuga come fossero paesaggi dell’animo umano e il più delle volte decide di far ricadere l’attenzione verso il centro del dipinto, facendovi convergere un naso che sente, un occhio che scruta o un orecchio che ascolta. E’ lì che l’enigma si scopre non essere poi così tanto complicato, e sembra risolversi con la consapevolezza di dover abbandonare la maschera del personaggio per tornare ad essere una persona.

Fino al 30 giugno
In occasione del finissage, previsto dalle 19.00, interverrà il curatore della mostra Edoardo Trisciuzzi della associazione culturale Achrome, che presenterà l’ultimo lavoro di Ignazio Fabio Mazzola autore del videoritratto su Giuliano Sale intitolato S T.

Via Giambattista Bonazzi 46

Ingresso libero
ORARIO DI VISITA
Dal martedì al sabato, dalle 17 alle 20

INFO
392 73 85 558
080 975 2127

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