Ieri a Montegrosso, in provincia di Andria, si è tenuta la manifestazione organizzata da Agrinsieme per far incontrare gli agricoltori con l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Leo Di Gioia. L’incontro ha affrontato i temi importanti per il comparto quali calamità atmosferiche, PSR, Pac, xylella e consorzi di bonifica.

“La gelata di Marzo 2018 – scrive Agrinsieme nel suo comunicato – ha danneggiato non meno di 90.000 ettari nell’area delle province di Bari-Bat e Foggia. Tra l’altro si tratta del cuore dell’olivicoltura pugliese e da molti di questi non si otterrà alcuna produzione. Per risollevarsi bisogna ottenere: contributi in conto capitale per compensare la produzione lorda vendibile persa, prestiti per il capitale di esercizio, proroga delle operazioni di credito agrario con abbattimento degli interessi e agevolazioni previdenziali. Alla Regione Puglia si chiede di attivare un bando specifico ed emanare il decreto di riconoscimento della siccità 2017”.

“Il PSR allo stato – continua il comunicato – è un addensato di inefficienze, di proposte di finanziamento molto opinabili e di decisioni mai prese. L’Agea è poco affidabile con ritardi nei pagamenti e procedure informatiche lente e farraginose. Le misure di investimento sono in una fase di stallo. È necessario individuare precise priorità. Per Agrinsieme le priorità sono le aziende agricole che investono e che creano occupazione, quelle che rappresentano il 93% della PLV agricola nazionale: a queste aziende il PSR deve concedere la massima priorità”.

“Le richieste di Agrinsieme – aggiungono – sul PSR sono le seguenti: la messa in mora di Agea e del Sin che devono garantire processi certi e veloci nella liquidazione delle domande a superficie, costituzione in tempi rapidi di uno sportello Agea presso la Regione Puglia, avvio immediato dell’attività di verifica e controllo sulle pratiche degli investimenti strutturali, rimodulazione del PSR a favore della misura 4.1.A e recupero di fondi aggiuntivi da allocare prioritariamente alla misura 4.1.A”.

“Entro il 1 Agosto 2018 – continuano –  ogni stato membro, quindi anche l’Italia, può proporre una revisione delle modalità di ripartizione degli aiuti accoppiati. Ad oggi circa il 60% degli aiuti accoppiati finiscono a colture ed allevamenti del centro nord, a danno delle colture del sud che generano alti livelli di occupazione. Chiediamo interventi per riequilibrare tale ripartizione a favore delle colture mediterranee come l’olivo ed il grano, pesantemente penalizzate dall’attuale ripartizione degli aiuti accoppiati. Vogliamo che la Regione Puglia si esprima in maniera chiara ed inequivocabile su questa questione, cominciando con uno specifico ordine del giorno in Consiglio Regionale per finire con l’apertura della trattativa di revisione con il ministero e le altre regioni”.

“In seguito al taglio di bilancio proposto sulla politica agricola Ue – si legge nel comunicato – l’Italia potrebbe perdere circa 2,7 miliardi a prezzi correnti, il 6,9% in meno rispetto all’attuale periodo di programmazione. Nel periodo finanziario 2021-2027 all’Italia dovrebbero andare 24,9 miliardi in pagamenti diretti, 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale e 2,5 miliardi per le misure di mercato. Si ipotizza anche una riduzione della quota del capping a sfavore delle aziende più importanti, quelle che creano ricchezza ed occupazione. La Regione, che rappresenta la Puglia con maggior quota di aiuti diretti in Italia, non può tacere di fronte a questo taglio che avrebbe conseguenze disastrose”.

“Sono anni – scrivono – che ci si affanna dietro il problema della Xylella, ogni iniziativa è oggetto di commenti e azioni di personaggi spesso affetti da qualunquismo e da pressapochismo. Intanto avanza, risalendo sempre più velocemente la Puglia, distruggendo un patrimonio di 80.000 ettari. Fra pochi anni assisteremo alla distruzione dell’olivicoltura pugliese, uno dei pochi settori che ancora regge l’economia della nostra regione. Intanto l’UE sanziona la Regione Puglia per non aver adempiuto agli obblighi predisposti. Non riteniamo accettabile il rimpallo di responsabilità, soprattutto in una materia dove la Regione ha competenze dirette. Non si comprende il perché dell’immobilismo dell’Osservatorio Fitosanitario che non ha ancora notificato i provvedimenti di abbattimento sui focolai individuati ad Ottobre, nonostante le sollecitazioni delle imprese. I 29 ricorsi in più di tre anni non possono giustificare lo stallo attuale”.

“Chiediamo – aggiungono – interventi e risorse seri, con azioni programmatiche che si occupino anche dell’informazione e della formazione degli imprenditori. L’UE ha previsto ingentissime risorse per progetti diretti come LIFE e Horizon, chiediamo che l’UE stanzi risorse importanti e dedicate esclusivamente alla questione xylella senza se e senza ma. Chiediamo un piano organico di interventi in attuazione dei regolamenti comunitari e piani fitosanitari cofinanziati dalla commissione”.

Uno dei problemi affrontati nell’incontro è l’importazione di olio dalla Tunisia. “Il governo tunisino – si legge nel comunicato – ha chiesto una nuova assegnazione del contingente temporaneo a dazio zero di 35.000 tonnellate per le esportazioni di olio di oliva, rispetto alle 57.000 circa concesse in via eccezionale per il 2016 e per il 2017. Queste importazioni, aumentate di più del 300% dal 2014 ad oggi, sono una delle cause della flessione dei prezzi. Quali sono le norme igienico sanitarie in Tunisia? Quali sono i profili etici rispetto ai lavoratori in Tunisia? Perché l’UE concede queste importazioni a danno dell’Italia ed in particola della Puglia? Non possiamo più sopportare queste ingerenze da parte dell’UE e la Regione Puglia non può più stare zitta”.

“L’assenza di un quadro programmatorio complessivo sul ruolo e sulle attività e servizi di queste strutture – concludono – non consente, al momento, alle aziende di far fronte alle richieste di contribuzione. Denunciamo altre sì l’assenza di una informazione sulle attività svolte dai Consorzi. Chiediamo una revisione dei Piani di Classifica, oltre all’avvio di un processo di accorpamento, con l’obiettivo di un efficientamento delle strutture”.

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