Sulla targa ricordo Rupen Timurian ha voluto fosse impressa una poesia del famoso scrittore armeno che ha vissuto profugo a Bari, Hrand Nazariantz. Le sue parole sembrano concludere un tempo di sofferenze ed schiudere una nuova epoca di pace e amore abbandonandosi alla Giustizia dei Cieli, per proseguire a vivere e a sorridere:

“Perdonare: profumare i cuori ai fiori del calvario…

Essere il segno della croce sulla terra e sul cielo,

essere fratelli, essere semplici e puri: Credere, Amare…

credere all’Armonia, ai Ritmi supremi,  alla Giustizia dei Cieli,

i poveri, credere sempre, le braccia tese alle Cime,

vivere bene, realizzare la propria anima, la carne è nulla…

E poi, chiudere gli occhi di carne per aprire quelli dello Spirito,

essere il Bacio di pace sulla bocca dei morenti

e poi, a nostra volta, sorridere,

sorridere nell’ora felice della Morte… “

Dopo la commemorazione gli invitati e i visitatori si porteranno presso la Sala consiliare del Comune per una breve memoria storica dello sterminio degli armeni, con i contributi del prof. Baykar Sivazliyan, presidente nazionale dell’Associazione Armeni d’Italia che interverrà sui rapporti culturali italoarmeni, e del prof. Carlo Coppola, segretario del Centro Studi “Hrand Nazariantz” che ricorderà invece il grande poeta armeno esule a Bari.

Antonio Calisi

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