Grande successo per la seconda edizione del press trip “Le mani e i volti della Puglia di mezzo”, progetto di cooperazione LAPIS (Local Arts Promotion Integrated Strategy), promosso dai Gal Sud Est Barese, Terre di Murgia,  Terra dei Trulli e di Barsento, Valle d’Itria e dal Gruppo di azione locale, capofila del progetto, Polesine Delta Po. Per cinque giorni un gruppo di giornalisti lombardi e veneti ha scoperto sapori, colori, architetture e manualità della Puglia rurale.

Un viaggio tra le terre baresi, brindisine e tarantine nel corso del quale i giornalisti hanno avuto modo di soddisfare i bisogni dell’anima tra natura, l’artigiana che non smette mai di creare forme, e città, operose di artigiani che di quelle forme fan arte. Luoghi e incontri per scoprire a poco a poco quanto rivive del passato e cosa è mutato nel saper fare  delle arti e dei mestieri, visitando le aziende e le botteghe della nostra terra.

Il tour è iniziato da Altamura, dove sono riusciti per primi a fregiarsi in Europa del marchio Dop nella panetteria. Da lì si è passati al fertile territorio tra Acquaviva delle Fonti, Casamassima e Noicattaro, tappe successive del press trip. La prima città, che deve il suo nome alla grande falda acquifera presente nel suo sottosuolo, sta rivalutando il suo ‘nucleo’ storico tra percorsi legati ai pozzi sorgivi e alle chiesette. Resta comunque nota ai più per la cipolla rossa, che grazie alla pasticceria artigianale sta andando oltre le tradizionali ricette (calzoni, crema, anelli pastellati e fritti, ecc) arrivando a proporre ghiotte conserve e marmellate. Metodi innovativi per rivisitare le antiche tradizioni che si ritrovano anche nell’altra cittadina del sud-est barese, nota come ‘paese azzurro’ per la colorazione delle case nel suo centro storico. Un’arte del riciclo creativo che prende forma anche con i vecchi quotidiani grazie all’associazione dei cartapestai casamassimesi, intenti a promuovere la creatività ben oltre le sfilate dei carri carnevaleschi. Per poi arrivare alla terra rocciosa, quella nojana. Un cuore di roccia straordinariamente ricco, fatto di pietre che nel corso dei secoli sono diventatati trulli, cummerse, pagghiari, masserie e muretti a secco.

Strutture che dominano in particolare la Murgia sud-orientale, assieme ai monumentali ulivi secolari e ai boschi di fragno e roverella che caratterizzano la Valle d’Itria e le sue oasi incantevoli in declivio sul mare. Per visitarla ci sono voluti due giorni, a partire da  Locorotondo, inserito tra i comuni con la “Bandiera Arancione” dal Touring Club Italiano e nella lista dell’associazione Italiana “I borghi più belli d’Italia”.

Riprendendo il percorso e dirigendo lo sguardo verso Monte Fellone si arriva a Martina. E poi ancora Ostuni, Alberobello, Putignano e per concludere Castellana.

Abbiamo mostrato agli ospiti un territorio unico, pur essendo suddiviso – hanno spiegato in modo unanime i responsabili dei 4 Gal pugliesi promotori dell’iniziativa –  tra tre diverse province. Sono state un‘unicum’ è questo ci inorgoglisce perché stiamo creando contatti turistici ed itinerari pienamente fruibili da turisti e giornalisti, basandoci sulle capacità dei nostri artigiani e sulle potenzialità dei nostri prodotti enogastronomici. Turismo, agroalimentare ed artigianato tradizionale sono le attività di sviluppo sostenibile che ci consentiranno in questo percorso di crescere ulteriormente come unico territorio indimenticabile per quel che sa trasmettere”.

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