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Sulla poltrona di Doctor Smart, ospite di Mari Lorusso, questa settimana c’è Luisa Torsi, professore ordinario di Chimica all’Università di Bari e professore aggiunto dell’Abo Akademy in Finlandia, prima ricercatrice italiana insignita nel 2010 del prestigioso Premio Merck per le Scienze analitiche.

“Si trattava – racconta la professoressa Torsi – di un lavoro di ricerca ritenuto apripista per una serie di nuove tecnologie elettroniche, come poi effettivamente è stato. Con un transistor, riuscimmo a realizzare un sensore in grado di distinguere le molecole chirali, quelle cioè sono identiche, ma hanno la disposizione degli atomi nello spazio come se fossero una mano destra e una mano sinistra. Non è semplicissimo, però riuscimmo a trovare la strada giusta”.

Il premio Merk non è stato l’unico conseguito dalla professoressa Torsi, insignita nel 2013 dall’Associazione Italiana Donne Inventrici e Innovatrici: “Abbiamo lavorato con cellule molecolari che potevano essere potenzialmente dei marcatori di malattie. La caratteristica delle attività che abbiamo svolto è stata quella di migliorare le capacità del dispositivo di misurare quantità piccolissime di una determinata molecola, con la speranza in futuro di aprire le porte ad una tecnologia in grado di rivelare dei marcatori quando ancora un patologia non è completamente sviluppata e soprattutto quando non sono ancora evidenti i sintomi”.

“Siamo riusciti a lavorare nel migliorare le capacità del sensore in maniera così efficace – sottolinea – da arrivare a misurare la presenza di una singola proteina all’interno di un fluido biologico. Questo è estremamente importante perché potrebbe permettere in futuro di effettuare una diagnostica veramente precoce di malattie progressive come per esempio i tumori”.

“Vorremmo passare da un singolo dispositivo – conclude la professoressa Torsi – a una matrice di dispositivi, perché è l’unica maniera affinché entrino nei laboratori clinici. Per questo abbiamo appena ricevuto un finanziamento ingente dalla Commissione Europea per un progetto che coordiniamo a Bari e che coinvolge altri otto partner in giro per l’Europa”.

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