Le operazioni delle forze dell’ordine, cominciate a febbraio di quest’anno, seguono il filone di un’inchiesta partita nel settembre dello scorso anno a seguito di un approfondimento sulla situazione patrimoniale di Raffaele Di Palma, e sulle sue agiate condizioni di vita in forte contrasto con la dichiarazione di redditi effettuata dallo stesso. Di Palma è ritenuto un pericoloso esponente della malavita locale in associazione con i clan Mangione, Gigante e Matera.

L’ipotesi degli inquirenti è che queste ingenti disponibilità economiche derivino da attività illecite e che poi vengano reinvestite in attività di copertura. La Procura antimafia di Bari, in tal senso, sta agendo con importanti interventi di sequestro ai beni dei clan nella convinzione che intaccare i fondi delle associazioni mafiose possa risultare un intervento decisivo per la lotta alla mafia. Già nel febbraio di quest’anno la procura era intervenuta in un sequestro preventivo tra mobili e immobili a Bari e  province limitrofe, per un valore di 30 milioni di euro.

In un attacco continuo a marzo il sequestro portò alla sottrazione di beni per un valore di oltre un milione di euro, mentre nell’aprile scorso un ulteriore sequestro ha portato alla confisca per un valore complessivo di oltre 300mila euro a cui aggiungere quelli odierni. Le operazioni delle squadre antimafia hanno portato solo ieri ad un’altra maxi operazione nel Napoletano dove gli agenti della polizia e della Guardia di Finanza, coordinati dalla Dda partenopea, hanno effettuato un sequestro tra beni immobili e società per un importo complessivo di oltre 200 milioni di euro nei confronti del gruppo camorristico riconducibile al clan Mallardo, operativo nel territorio di Giugliano.

Nicoletta Diella

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