“L’amore ai tempi della ciquera” è una commedia teatrale che nasce interamente dall’esperienza e dall’amore per il teatro della regista Eleonora Volpe. Storie di vita vera hanno rappresentato il punto di partenza per scrivere la sceneggiatura e dar forma ai personaggi. Lo spettacolo è andato in scena sabato 11 e domenica 12 settembre al teatro Bravoff a Bari.

La trama apparentemente “semplice” nasconde in realtà una grande profondità, la stessa profondità d’animo di Sofia, la protagonista, che fino alla fine della storia decide di non smettere di credere in se stessa e nell’amore, nonostante il marito.

Sofia, interpretata dalla stessa regista Eleonora Volpe, incarna il ruolo della casalinga barese, con un figlio che vive a Londra, sposata con Mariolino, operaio e tifoso sfegatato della Bari, interpretato dall’attore Roberto Parente che puntualmente la trascura e la lascia sola. Sofia desidera dare una svolta alla sua situazione, smettere di sentirsi depressa e seguire i consigli che la vicina di casa, Virginia, interpretata da Adele Cardone, le da: crearsi un hobby.

Virginia conosce Sofia da quando sono molto piccole e sfortunatamente per Sofia è perdutamente innamorata di Mariolino. Virginia, nonostante si sia rifatta il seno, non ha mai ricevuto attenzioni da parte di Mariolino fin da quando erano bambini. Sofia invece è sempre stata molto corteggiata. Non sempre i consigli che Virginia da a Sofia sono disinteressati dal momento che il suo obiettivo è dividere la coppia.

La vita abitudinaria e vuota di Sofia subisce un repentino cambiamento quando a bussare alla sua porta arriva Fiorenzo, un vecchio amico di infanzia, interpretato da Giuseppe De Sario.  Fiorenzo si presenta a lei come un uomo misterioso, nelle vesti di uno psicologo, magnetico e affascinante in grado di persuadere Sofia a lasciare casa sua per andare in comunità e curarsi dalla depressione. Qualcosa però non va esattamente come Sofia si aspetta, la sua fiducia è tradita dal suo corteggiatore Fiorenzo, da Virginia e dal marito Mariolino.

Lo spettacolo diviso in due atti, si svolge in un unico ambiente: casa di Sofia. La scenografia è essenziale: un divanetto, un tavolino, alcuni quadri, un telefono e una piccola libreria di sfondo trasmettono allo spettatore la sensazione di trovarsi nel soggiorno di casa di Sofia.

I dialoghi tra i personaggi sono ben costruiti, fluidi, divertenti, scorrevoli e semplici da comprendere.  Tra i personaggi più simpatici ci sono gli “amici” di Fiorenzo: Biancosol interpretato da Francesco Marinelli e Omino Nero interpretato da Marco Mitola, che animano gli incontri tra Sofia e Fiorenzo.

Molto coinvolgente è il personaggio di Sofia, una donna indecisa che ha chiuso gli occhi da tempo sulla sua situazione matrimoniale, in bilico tra il lasciarsi andare alle sue fantasie e il restare fedele ai suoi valori di moglie. Le espressioni e gli sguardi di Eleonora Volpe sanno catturare l’attenzione del pubblico, così come l’uso della voce e la presenza scenica di Giuseppe De Sario lo rendono perfetto nel ruolo che ricopre. Tutti gli attori sono molto espressivi, sebbene possa dirsi “avvantaggiato” Roberto Parente, Mariolino nella commedia, che è anche il vero marito di Eleonora Volpe nella realtà.

Da non sottovalutare la capacità trasformativa di Adele Cardone, nel ruolo di Virginia, soprannominata “la racchia” nella commedia. Adele sa giocare col proprio volto, cambiare tono di voce e raggiungere il cuore degli spettatori con la sua interpretazione di donna pentita, ma allo stesso tempo riveste il ruolo della serpe, della nemica oltre che della confidente vicina di casa. Virignia è un personaggio multisfaccettato che rende la commedia per alcuni versi “piccante”.

Nel complesso, “L’amore al tempo della ciquera” è una commedia che si rivolge a un pubblico vario: alle coppie in crisi, a chi troppo spesso dice di si  di fronte al tradimento, a chi crede nel matrimonio, a chi ha subito atti di bullismo o li ha compiuti.

Allegra, spensierata ma allo stesso tempo carica di pathos tocca più livelli interpretativi enfatizzando gli aspetti culturali dell’italiano medio, in particolare quelli baresi