Delicatezza, fragilità apparente e una profonda leggerezza che sanno rivelarsi valori privilegiati per trattenere una sensibilità intensa. Non è un tema, una ricerca o una tecnica ad accomunare i lavori delle quattro artiste emergenti protagoniste della collettiva “Opere su carta”, ma la scelta del supporto utilizzato. Ambigua e ambivalente, superficie fragile ma dotata di una sua consistenza se fa da sfondo alla complessità di significati, oggetti, corpi, volti come quelli rappresentati dalle giovani artiste, coinvolte in quest’esposizione tutta al femminile da Paolo Lunanova, artista molfettese di cui sono state allieve all’Accademia di Belle Arti di Bari. Quattro tecniche diverse si appropriano della carta, intesa in questa duplice valenza di supporto e superficie, a cominciare dalle estese campiture di Anna De Francesco. Le sue forme decise prendono pieno possesso del campo visivo, privandolo del bianco di fondo per restituirgli una pienezza di cromatismi che fa eco a una condizione emotiva inquieta, fatta di contrasti che riescono a conciliarsi in un equilibrio armonico.

Rappresentazioni di moti interiori sono anche le figure delineate dalla pittura foto-grafica di Antonia Bufi. Panneggi fluidi e colorati vestono silhouette in torsione, esaltando i movimenti quasi irreali e artefatti di corpi animati da una plasticità immateriale. I contorni non sono del tutto netti, ma appaiono delineati solo in parte; certamente non temono di sovraesporsi a una verità fatta di luce, restituendo un disegno dell’”Io” che non è mai incompiuto, ma capace di riscoprirsi nella sua costante mutevolezza d’animo, fatta di pieni e di vuoti. Tendono al caricaturale le smorfie dei volti Ri-tratti a biro dall’abile mano di Milena Scardigno. Un tratteggio deciso e pulito che non ammette cancellature, ma che con convinzione e piena padronanza della tecnica delinea una satira pronta a smascherare e deridere il falso mito della perfezione “da obiettivo”, fatta di filtri e pose narcisistiche.

Infine le matite colorate di Cristina Mangini disegnano traiettorie circolari di oggetti le cui ombre scandiscono un ritmo silenzioso, estraniandoli dal contesto della routine più’ ordinaria. Sono collocati in uno spazio dove non c’è posto per un tempo frenetico e ansioso di scorrere, ma solo per i ricordi che sopravvivono a un presente così fugace da consegnarsi alla memoria dell’eterno.

Fondazione Musicale Vincenzo Maria Valente
Molfetta (BA)

Orari di visita:
Venerdì, sabato e domenica dalle 18.00 alle 20.00 e su appuntamento
Info
0803340359

Fino all’8 marzo 2020

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