Il Corteo di San Nicola pre elettorale dovrà essere indimenticabile e per questo trasmesso in diretta a “reti unificate”. Volere del sindaco uscente, Antonio Decaro, che il 24 aprile scorso ha fatto convocare le cinque sorelle della televisione/web di casa nostra: TRM, Telenorba, Antenna Sud, Media Report e Telebari, non nell’ordine di gradimento di sua podestà.

Il consorzio di fatto tra le emittenti, voluto lo scorso anno dal Comune di Bari, non ha dato un buon risultato, ma per niente scottati dalla figuraccia rimediata, a Palazzo di Città decidono di bissare. In un anno, infatti, nessuno ha sentito la necessità di fare un bando o un’integrazione a quello esistente per regolare la cessione del segnale per la diretta televisiva a chi ne fosse interessato, praticamente tutti in considerazione delle ottime performance offerte dalla Barrucchieri e dai suoi ballerini.

Ma procediamo con ordine. La diretta del 2018, quella delle tre sorelle Telebari, Telenorba e TRM, passerà alla storia come una delle peggiori a livello qualitativo, tant’è che nella riunione del 24 aprile il direttore generale del Comune, Davide Pellegrino, ha chiesto di migliorare la qualità, causando non pochi mugugni e occhiatacce fra i presenti. Nel 2018 capofila del consorzio “abusivo” di televisioni – perché di fatto non si costituì nessuna ATI formale – fu Telebari, alla quale spettò il compito di mettere in piedi una regia per fornire il segnale alle tv sorellastre, attraverso il ricorso ad un’azienda esterna, per un costo parrebbe di alcune migliaia di euro ciascuno, salvo poi dislocare ognuno a sua volta personale specifico per le riprese personalizzate.

Ad accettare la proposta di Telebari furono TRM e Telenorba, mentre il “minestrone tv” risultò indigesto ad Antenna Sud e Media Report, tanto da decidere di provvedere per i fatti propri. Si sa, mica cinque sorelle possono andare sempre d’amore e d’accordo. La prima, Antenna Sud, fece collegamenti mordi e fuggi dal Corteo nel corso della trasmissione sportiva, ma fu la scelta della più piccola tra le sorelle a fare scalpore. Media Report, senza punti privilegiati di ripresa, senza trabattelli, puntò su una regia basata su radio camere, e grazie alle immagini full hd e con il migliore commentatore laico su piazza, l’avvocato Enzo Varricchio (che sul santo di Mira ne sa più della Treccani), surclassò tutti, tanto sotto il profilo dei contenuti quanto sotto quello del segnale impeccabile, facendo il botto sui social media.

Le altre tre, a detta di tutti, hanno offerto una qualità scadente, e questo qualche strascico forse lo ha lasciato. Dicevamo della incapacità organizzativa del Comune, che quest’anno ha scelto di affidare nuovamente al consorzio le riprese bulgare. Diciamo che le cinque sorelle non hanno potuto fare altra scelta: o così o niente. Solo che questa volta Telenorba, rappresentata dal magnifico direttore Azzalini in persona, gelosa delle attenzioni riservate in questi anni dal podestà a Telebari, ha imposto il “fasso tutto mì”.

Con il solo pagamento delle spese, Telenorba si occuperà di passare il segnale video alle altre emittenti. Resta da capire cosa decideranno le “sorelle ribelli”, Antenna Sud e Media Report. Si adegueranno o si sfileranno ancora una volta fuori dall’iniziativa cara al sindaco-candidato? Perché limitare la possibilità di offrire un prodotto diverso e quindi non concedere la possibilità di farsi concorrenza? Possibile che nelle location di spettacolo non ci sia modo di piazzare postazioni per le diverse telecamere? Oppure, perché non dare, tramite bando pubblico, l’esclusività della diretta in cambio di un vantaggio economico per le casse comunali? Perché obbligare tutti a consorziarsi senza nessuno straccio di documento ufficiale? Documento, avete letto bene.

L’anno scorso, infatti, pare proprio che lo scivolone più grande non sia stato sulla qualità delle dirette video, ma sul tema della sicurezza. Per la serie: fate ciò che dico, ma non ciò che faccio. In questa occasione, inoltre, le difficoltà aumentano perché aumentano anche i momenti spettacolari: uno davanti a tutto l’isolato di Palazzo di Città, ben due davanti al teatro Margherita e poi il finale alla Basilica. E veniamo al dunque. Quando più aziende operano sulla stessa area di lavoro, in questo caso gestita dall’appaltatore Doc Servizi e dal Comune stesso, si dovrebbe approntare il Duvri (Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze).

In sostanza, qualcuno deve prendersi la responsabilità per tutti, di solito la ditta committente/appaltatrice o quella capofila, valutando i rischi derivanti da sovrapposizioni delle attività svolte ad opera di imprese diverse. Per intenderci, non basta che le emittenti abbiano il proprio Dvrb (Documento di valutazione dei rischi), ma serve che un responsabile, spesso un ingegnere, integri fra loro la documentazione per evitare che l’operaio di uno, possa scivolare sui cavi dell’altro. Tanto per esemplificare. E non solo tra loro ma anche con la Doc Servizi, che organizza il corteo e condividerebbe le aree di lavoro, non solo durante lo svolgimento del corteo, ma anche prima e dopo per le fasi di montaggio e smontaggio delle attrezzature tecniche.

Non ci risulta, ma potremmo sbagliare e vorremmo essere smentiti, che l’anno scorso sia mai stato formalizzato alcun Duvri dalle emittenti. Qualcuno potrà obiettare che non essendoci alcun sub-appalto e/o ATI o consorzio il Duvri non sarebbe necessario, ma siamo certi che la via scelta dal Comune sia senza pecche? Imporre alle emittenti di realizzare unitamente (e quindi in un consorzio di fatto alla “volemose bene”) la diretta televisiva non implica per l’Amministrazione Comunale alcune responsabilità? Filerebbe tutto liscio in caso di controllo da parte degli enti preposti alla sicurezza sui luoghi di lavoro?

E poi, a prescindere, il fatto che più aziende (nel caso specifico le cinque sorelle) intervengano con le proprie attività in aree di pubblico spettacolo, non sarebbe bene  fosse oggetto di valutazione dei rischi da infortunio per interferenza lavorativa?
Ricapitolando, nelle aree di spettacolo del corteo storico ci sono stati l’anno scorso, e lo stesso dovrebbe essere in questa edizione i collaboratori di Doc Servizi, quelli delle ditte da questa coinvolte nell’organizzazione, i tecnici del service incaricato della realizzazione del segnale televisivo per tutte le emittenti, i tecnici ed i giornalisti delle varie emittenti che sono impegnati per personalizzare le varie dirette. Un bel fritto misto, voluto dal Comune e non si sa da chi coordinato e controllato sul piano della sicurezza.

Capitasse un infortunio durante il corteo ad uno dei lavoratori in questione, a causa di una interferenza lavorativa non valutata, di chi sarebbe la colpa?
Speriamo che la scelta non ricada ancora una volta nella preghiera salvifica a San Nicola e al dio pagano dei controlli, per fare in modo di evitarli.

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