Nella prima metà degli anni ’90, un mistero nascosto nel sottosuolo di Castel del Monte conduce quattro giovani ricercatori universitari a incrociare gli interessi di una pericolosa setta internazionale al confine tra massoneria e servizi segreti. “Otto. L’abisso di Castel del Monte” è scritto da Alfredo De Giovanni, geologo, musicista e scrittore barese, ma barlettan di adozione, che ha voluto raccontare una storia in bilico tra reale e immaginario, restando legato alle radici del sud Italia.

In un luogo che ha sempre suscitato interesse, De Giovanni fa finire i protagonisti in situazioni rocambolesche tra sedute di ipnosi regressiva, decifrazioni di antichi codici rinascimentali, omicidi e rapimenti fra Parigi, Chartres e la Puglia. Sullo sfondo della sesta crociata e del suo ineffabile protagonista, l’Imperatore Federico II di Svevia, la scoperta del segreto di Castel del Monte, nell’epilogo drammatico del romanzo, sconvolgerà per sempre l’esistenza di tutti i protagonisti.

Alfredo De Giovanni nel suo primo romanzo è rimasto legato alle sue radici territoriali che svelano un sud fatto di necessità pratiche, di voglia di riscatto, di profonde esigenze culturali.

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